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Abbattimento selettivo non salverà il diavolo della Tasmania

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 05.10.2011

L’abbattimento selettivo non controllerà la diffusione delle malattie tumorali del viso nei Diavoli della Tasmania, secondo un nuovo studio pubblicato questa settimana sul Journal of Applied Ecology  della British Ecological Society. A meno che non si trovi un modo di gestire la malattia, il marsupiale potrebbe estinguersi in natura entro i prossimi 25 anni.

L’ abbattimento degli animali infetti è ampiamente utilizzato per il controllo delle malattie del bestiame, ma il suo uso negli animali selvatici è controverso. Tra il 2004 e il 2010, la strategia di abbattimento selettivo di individui malati sulla penisola di Forestier – un’area quasi completamente isolata nel sud-est della Tasmania – non è riuscita a fermare la diffusione del tumore facciale del Diavolo della Tasmania.

In questo nuovo studio, Nick Beeton della University of Tasmania e il professor Hamish McCallum della Griffith University hanno ideato dei modelli per testare l’impatto di abbattimenti più aggressivi e hanno scoperto che un gran numero di diavoli dovrebbero essere abbattuti per controllare la malattia.

Secondo Beeton: “Con tutti i modelli che abbiamo usato abbiamo trovato che il tasso di rimozione utile per bloccare la malattia era superiore a quello fattibile sul campo.” La soppressione della malattia può funzionare solo uccidendo un numero sufficiente di animali infetti per assicurarsi che la malattia non si riprenderà. I nostri modelli mostrano che anche per un animale intercettabile come il diavolo della Tasmania, la cattura di un numero sufficiente di individui per sradicare la malattia è un’impresa ardua.”

Gli ultimi risultati confermano l’opinione del Save the Tasmanian Devil Program  – un’ iniziativa  del governo australiano e della Tasmania – di sospendere l’abbattimento come un modo per controllare la malattia.

Gli sforzi per salvare il Diavolo della Tasmania sono ora incentrati su tre punti: creare una popolazione di sicurezza di individui sani, trovare una resistenza genetica e sviluppare un vaccino.

“Dato il limitato progresso nello sviluppo di vaccini contro i tumori umani, nonostante ingenti investimenti nella ricerca, la speranza  che possa essere sviluppato un vaccino contro DFTD sembra ottimista”, dice il professor McCallum.

La malattia sembra aumentare meno rapidamente nei diavoli della Tasmania che vivono nel nord-ovest della Tasmania, suggerendo che  questa popolazione può avere qualche resistenza genetica alla malattia.

Sono almeno 200 i diavoli che sono già in cattività negli zoo del continente australiano e popolazioni sane di diavoli  vengono create in Tasmania e nella terraferma australiana.

Secondo Beeton “è importante anche stabilire quale sia la popolazione sana che vive nelle isole o in zone recintate molto grandi perchè gli animali selvatici sono più adatti alla reintroduzione sulla terraferma in Tasmania, se necessario.”

Il tumore facciale, o DFTD, è stato diagnosticato a Monte Guglielmo, nel nord-est della Tasmania nel 1996. Da allora il cancro infettivo, che si pensa si trasmetta tramite il morso durante l’accoppiamento, si è diffuso nella maggior parte degli individui. Di conseguenza, le popolazioni del più grande marsupiale carnivoro del mondo  sono diminuite del 60% negli ultimi 15 anni.

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