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Cambiamenti climatici impattano l’Europa, ma non siamo ancora pronti

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 29.04.2013
L’Agenzia Europea per l’Ambiente (AEA) ha pubblicato  la relazione Adaptation in Europe (Adattamento in Europa). Il rapporto descrive le misure che alcuni paesi stanno promuovendo per adattarsi ai cambiamenti climatici. Solo metà dei 32 paesi membri dell’AEA, e l’Italia non è fra questi, ha già redatto dei piani di azioni e alcuni di questi sono già nella fase di implementazione. Ma per tutti, secondo l’agenzia, c’è ancora molto da fare.

“L’adattamento comporta nuovi modi di pensare e affrontare rischi e pericoli, incertezze e difficoltà. Gli europei dovranno cooperare, imparare l’uno dall’altro e investire in trasformazioni di lungo periodo, necessarie a sostenere il nostro benessere di fronte ai cambiamenti climatici.” ha dichiarato Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell’AEA.

 Image © Elliott Brown

L’agenzia ha già pubblicato una relazione in cui si spiega come i cambiamenti climatici stanno già interessando tutte le regioni in Europa. Da questa si evince come le politiche di adattamento dovranno essere estremamente duttili per far fronte a cambiamenti che seppur prevedibili hanno un largo margine di variabilità che ha un impatto climatico e socioeconomico.

Nella relazione dell’agenzia sono indicate diverse misure distinte grazie a dei colori: misure ‘grigie’ come progetti ingegneristici e tecnologici, approcci ‘verdi’ basati sugli ecosistemi e la natura, e le cosiddette misure ‘morbide’ come le politiche volte a cambiare gli approcci di governance. Secondo gli esperti le soluzioni migliori sono quelle che mescolano i tre colori.

“Per esempio,” si spiega in una nota dell’agenzia, “l’adattamento presso la costa mediterranea francese si basa su un approccio integrato che tiene conto di cambiamenti climatici, turismo, trasporti e biodiversità. Nelle aree urbane, spazi verdi e corpi idrici rientrano nella progettazione edilizia al fine di ridurre i rischi legati alle ondate di caldo. Anche Barcellona ha iniziato ad adattarsi alla carenza di acqua con un nuovo impianto di desalinizzazione ad alta efficienza. Questo progetto ‘grigio’ opera in tandem con altre iniziative ‘morbide’ come gli incentivi per ridurre il consumo di acqua, diminuendo gli impatti derivanti da siccità prolungate.

Anche se gli adattamenti hanno un loro costo secondo gli esperti i benefici superano nettamente i costi e riportano l’esempio del  ripristino del  bacino idrografico del Danubio al suo precedente stato naturale. Sebbene il costo stimato sia pari a 183 milioni di euro, esso dovrebbe aiutare a prevenire inondazioni come quella del 2005 che da sola è costata 396 milioni di euro di danni.

L’Italia, che è fra i paesi che non hanno ancora presentato un proprio piano per l’adattamento ai cambiamenti climatici, ha però  istituito sistemi di allarme rapido per malattie trasmesse dalle zanzare, previste in aumento con i cambiamenti climatici.

“L’Europa ha bisogno di adeguarsi ai cambiamenti climatici in modo coerente, assicurando l’integrazione dell’adattamento nelle politiche dell’UE e in quelle nazionali,” afferma la relazione. “Non vi è alcun approccio ‘universale’: l’adattamento ai cambiamenti climatici dovrebbe rispondere alle condizioni nazionali e locali.

Climate-ADAPT è un sito molto interessante raccoglie un gran numero di studi di casi e altre informazioni per aiutare paesi, regioni e città ad adeguarsi ai cambiamenti climatici. Ognuno, all’interno del sito, può trovare le informazioni relative alla propria regione e al proprio paese

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