Con la prossima chiusura della discarica di Malagrotta, Roma si troverà a dover fronteggiare una possibile emergenza rifiuti. Da tempo le amministrazioni locali hanno dato fortait. La Regione Lazio, la Provincia e il Comune di Roma avevano dichiarato infatti nel giugno del 2011 la loro incapacità di trovare soluzioni per gestire il ciclo integrale dei rifiuti di Roma, e avevano chiesto al Governo di subentrare con poteri commissariali per la chiusura della discarica di Malagrotta e l’individuazione di un impianto alternativo di smaltimento.
Oggi quindi il governo deve passare all’azione, anche a causa dell’imminente chiusura di Malagrotta, ma le amministrazioni e le comunità locali non vogliono sentir parlare di una nuova discarica, almeno non non proprio territorio. In particolare, il sito individuato da tempo, i Monti dell’Ortaccio, non sarebbe secondo molti idoneo ad ospitare i rifiuti romani. Ieri il senatore dell’Idv e vicepresidente della commissione Politiche Ue Stefano Pedica ha dichiarato, all’indomani della missione dei parlamentari di Strasburgo alla discarica di Malagrotta: ”Sottile non ha più alibi. Dopo il no dei cittadini alla nuova discarica a Monti dell’Ortaccio è arrivato anche quello della Ue. Spero che il commissario abbia finalmente capito che l’unica soluzione per chiudere Malagrotta è portare i rifiuti non trattati all’estero e spezzare così la trentennale commistione tra affari e politica”.
L’Italia infatti rischia una maximulta dall’Unione Europea, che giudica il nuovo sito non idoneo a recepire i rifiuti. Ma il tempo è poco. La commissione Europea ha per ora sospeso la procedura di infrazione dopo aver ricevuto il piano Lazio, ma la Regione rimane sotto monitoraggio e la procedura potrebbe ripartire.
Per il ministro dell’Ambiente la strada maestra è un aumento significativo della raccolta differenziata dei rifiuti, ferma a livelli molto bassi e ancora lontana dagli obiettivi di legge, per promuovere il recupero di materia e la riduzione della quantità di rifiuti prodotti. Nello stesso tempo il ministro ha indicato, sulla base dei dati relativi alle caratteristiche idrogeologiche del territorio, i luoghi più sicuri – sulla base dei criteri stabiliti dalle direttive europee – dove realizzare una discarica di servizio per la gestione della quota residuale che rimane dopo la raccolta differenziata, previo pretrattamento dei rifiuti.
“Purtroppo – dice la nota del ministero – la Regione e le istituzioni locali hanno condiviso, tardivamente e solo molto parzialmente, le indicazioni del ministro. Nello stesso tempo Regione e istituzioni locali, mentre non hanno fornito indicazioni positive per la soluzione dell’emergenza, hanno osteggiato tutte le soluzioni individuate dal commissario nominato dal Governo.”
Per il ministero il risultato è stato:
1. La raccolta differenziata è ancora a livelli molto bassi;
2. Il pretrattamento dei rifiuti copre ancora meno del 75% del totale, ed espone l’Italia a una sanzione molto onerosa perché la UE ha aperto da tempo una procedura di infrazione contro l’Italia per il conferimento in discarica di rifiuti non trattati;
3. Regione e istituzioni locali contestano il sito per la discarica di servizio individuato dal commissario, prefetto Goffredo Sottile, ma non offrono proposte alternative;
4. La chiusura della discarica di Malagrotta, non rinviabile, lascia Roma senza gestione dei rifiuti dal 1° gennaio prossimo.
In assenza di soluzioni concordate, il ministro Clini non ritiene accettabile il rischio dell’assenza di gestione dei rifiuti della capitale d’Italia, e di conseguenza suggerirà di adottare “misure straordinarie non negoziabili con la Regione e le istituzioni locali, in linea con le direttive europee e le leggi nazionali, per la gestione del ciclo integrale dei rifiuti di Roma”.
In questo contesto, “l’ipotesi di trasferire i rifiuti urbani di Roma in impianti all’estero potrà essere considerata solo dopo aver definito il sistema integrato di misure che dovrà essere adottato per allineare Roma agli standard europei, e solo dopo avere accertato la possibilità di utilizzare temporaneamente altri impianti disponibili in Italia”.
Sottile vada avanti! anche se necessario con la polizia. di quelli di malagrotta non se ne puo’ piu’.
Sono molto preoccupato.Solo ora si sta ipotizzando uno scenario catastrofico quando la situazione era a tutti ben nota.Mi auguro che le soluzioni adottate nel IV municipio vengano estese al più presto all’intero comune,con una separazione del vetro e dei rifiuti organici in cassonetti distinti.Si sta divorando la campagna romana invasa dal cemento,basta!Possibile che non ci siano più spazi per una discarica provvisoria?Trasferire i rifiuti all’estero è una follia!