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Golfo del Messico: BP tenta di interrompere il flusso di greggio

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 07.05.2010

BP sta combattendo la fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico. I piani per portare una cupola di contenimento sui fondali marini e per incalalare in superficie il greggio che fuoriesce da una conduttura danneggiata in due punti stanno procedendo, mentre la chiazza di petrolio minaccia di rallentare la più grande via commerciale fluviale degli Stati Uniti.

La scatola in acciaio di 18 metri pesa circa 100 tonnellate e sarà utilizzata come parte di uno sforzo per sigillare le due perdite rimanenti, ha detto in un comunicato la società con sede a Londra. Una delle tre perdite era stata bloccata ieri dopo che i tecnici hanno chiuso con successo una valvola installata il 4 maggio.

Il petrolio  fuoriesce ad un tasso stimato di 5.000 barili al giorno dal pozzo, a circa  64 chilometri al largo della punta sud-est della Louisiana. La piattaforma Deepwater  Horizon è esplosa lo scorso 20 aprile, affondando due giorni più tardi e uccidendo 11 lavoratori e causando una perdita di petrolio a circa 1.500 metri sotto la superficie del mare.

Il domanda che in molti si stanno facendo è cosa succederà se il tentativo dovesse fallire.

La perdita di petrolio dal pozzo alla deriva si trova a due chilometri dal passaggio che porta verso il Mississippi e il porto di New Orleans,  il percorso di navigazione più importante degli Stati Uniti per le materie prime, ha detto Wayne Mumphrey, segretario tesoriere del porto di New Orleans.

Ripulire le navi

Tutte le navi che entrano in porto devono essere decontaminate, ha detto Mumphrey. Pulire via il petrolio di ciascuna nave può richiedere 12 ore, causando un blocco dell’attività navale nel Golfo. Le navi in arrivo vengono ispezionate per verificare la presenza di petrolio sullo scafo e finora non ci sono state richieste di pulizia delle navi,  ha detto oggi in un’intervista l’ufficiale della Guardia Costiera Connie Terrell.

Le azioni di BP sono scese del 13 per cento dopo l’esplosione, cancellando circa 15 miliardi di valore della società. Hitchens ha detto che le azioni hanno reagito bene al disastro.

La struttura di contenimento subacqueo sul pozzo dovrebbe entrare in funzione il 10 maggio e cercherà di catturare l’85 per cento del petrolio incanalandolo in una tubatura  che verrà indirizzata ad una nave in superficie, ha detto ieri il capo delle operazioni di esplorazione e produzione Doug Suttles. La tecnologia non è mai stata provata in acque profonde.

Intasamento dei tubi

La temperatura dell’acqua di circa 6 gradi Celsius e le pressioni di 170 Kg per centimetro quadrato potrebbero rendere difficile prevenire l’intasamento dei tubi. BP prevede di riscaldare la superficie intorno al tubo facendo circolare acqua e antigelo per evitare questo, ha detto ieri Dave Clarkson, responsabile del progetto di BP per il piano di contenimento subacqueo.

Un ulteriore piano per disperdere il petrolio in superficie che è già fuoriuscito dal giacimento è quello di usare del disperdente, un composto chimico che rende solubile il petrolio in acqua ed evita la formazione di chiazze molto grandi, che sarebbero un pericolo per animali e imbarcazioni. La BP ha detto di aver già effettuato dodici voli per distribuire 34.000 litri di disperdente e oltre 160 chilometri di barriere sono state schierate a protezioni delle spiagge e per il contenimento delle chiazze già formate. BP sta anche utilizzando veicoli telecomandati per spruzzare disperdenti in prossimità del fondo marino, dove può depositarsi il petrolio più pesante.

Florida, Mississippi

Intanto la NASA passerà in rassegna il litorale effettuando foto ad alta risoluzione e utilizzando telecamere a infrarossi utilizzate durante la Guerra Fredda per monitorare l’attività militare sulle coste della Florida. Verranno utilizzati per l’occasione anche satelliti della NASA.

Il Dipartimento di Giustizia Usa ha chiesto al proprietario l’impianto di perforazione Transocean di conservare le prove dell’esplosione del 20 aprile, che gli analisti ritengono essere una minaccia peggiore per l’industria dalla marea nera fuoriuscita nel disastro del 1989 della Exxon Valdez.

Disastro Valdez

Il Valdez versò circa 260.000 barili di greggio dopo la messa a terra. Al tasso di fuoriuscita di 5.000 barili al giorno stimati dalla National Oceanic e Atmospheric Administration (NOAA), BP supererà quel volume il mese prossimo.

“Le aziende dovranno ripensare le procedure di apertura dei nuovi pozzi, per  il semplice fatto che, se vogliamo continuare a estrarre, il mondo non ha molta scelta,” ha detto Peter King, un professore di ingegneria del petrolio presso l’Imperial College di Londra che ha lavorato per BP per 17 anni. “Abbiamo scoperto la maggior parte dei giacimenti petroliferi che è probabile trovare in luoghi facili da raggiungere”.

In caso di BP sta causando un’accelerazione negli studi sulle strutture di contenimento. Si sta iniziando a pensare di istallare come prassi un meccanismo ad imbuto come quello che BP  ha costruito in questi giorni, almeno nelle attività di perforazione che possano essere soggette ad incidenti simili a quello avvenuto in questi giorni.  Di sicuro tutte le procedure per la perforazione in acque profonde saranno rivisitate molto attentamente.

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  • con tutto questo tempo passato dal momento del’incidente nessuno ha pensato di costruire una tubazione di grandezza adeguata che possa arrivare fino al fondo del pozzo,si potrà isolare l’area circostante al pozzo è in secondo tempo fare risalire il greggio in superficie per recuperarlo , è un grande lavoro ma credo fattibele , con tutte le tecnologie ha disposizione di oggi,poi non è una lunghezza esagerata i 1500 metri .