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Google sta investendo in un immenso impianto eolico offshore negli USA

Scritto da Paolo Ferrante il 13.10.2010
Eolico offshore nientemeno che da google

Eolico offshore nientemeno che da google

NEW YORK – Google ha deciso di diversificare e si è messa ad investire in un enorme impianto eolico offshore sulla costa orientale degli Stati Uniti.

Sì, avete letto bene. Google lunedì notte ha annunciato con un post sul suo blog ufficiale che “abbiamo appena firmato un accordo per investire nello sviluppo di un progetto di una dorsale di connessione a largo della costa Orientale, che offrirà un solido ritorno finanziario e aiuterà ad accelerare lo sviluppo degli impianti eolici offshore – quindi è sia un buon affare che una cosa buona per l’ambiente. Il nuovo progetto permetterà migliaia di posti di lavoro, migliorerà l’accesso dei consumetori a fonti di energia pulita e aumenterà l’affidabilità della rete elettrica delle regioni atlantiche” .

Insomma, è un annuncio che lascia davvero esterrefatti gli addetti ai lavori. E’ come se in Italia la Fiat si mettesse ad aprire supermercati o Mediaset si facesse le leggi in parlamento.

Tornando all’energia, Google ha detto che la Atlantic Wind Connection (il nome del futuro impianto) sarà collocata a 10 chilometri a largo dellecoste e si estenderà per 570 chilometri, dallo stato del New Jersey alla Virginia. L’impianto eolico sarà in grado di produrre la bellezza di 60.000 megawatt di energia, abbastanza energia per sfamare la voracità di 2 milioni di famiglie americane.  L’energia sarà trasmessa a terra tramite cavi sottomarini che verranno connessi con la rete elettrica locale, fa sapere sempre la compagnia di Montan View.

Google sarà in partnership con Trans-Elect, una compagnia di trasmissione eletrica, e con Good Energies e Marubeni Corp. per costriure l’impianto. Google metterà il 37.5% dei bigliettoni per far partire i lavori.

Il comunicato stampa finisce quasi poeticamente, ricordando che dalle grandi distese di acqua a largo delle coste del Nord Europa già vengono ricavati megawatt di elettricità pulita per illuminare le case e le fabbriche di quelle nazioni, chiaro riferimento alla recente messa in produzione del più grande impianto eolico offshore del mondo al largo delle coste britanniche. E forse anche una punta di risentimento per essere secondi agli eterni rivali d’oltre oceano.

Noi italiani ci chiediamo, invece, quando i venti a largo delle coste del sud Europa, e in particolare dell’Italia, potranno creare elettricità e posti di lavoro? Magari rinunciando a progetti faraonici (che sono sempre sulla carta ma che costano centinaia di milioni di euro) e passando dalle parole ai fatti?

Sì, perché come ha anche detto Google, non si tratta solo di creare energia dal vento, che non inquina e non finanzia guerre, ma si tratterebbe anche di creare posti di lavoro e, in ultimo, di guadagnare.

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