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Il Forestale per l’autismo a L’Aquila
Un innovativo progetto di educazione ambientale per ragazzi autistici

Scritto da Federica di Leonardo il 09.09.2013

L’Ufficio Territoriale per la Biodiversità del Corpo Forestale dello Stato di L’Aquila in collaborazione con la Fondazione Il Cireneo ha attivato un progetto grazie al quale ragazzi affetti dalla sindrome dello spettro autistico, vengono condotti da personale specializzato nel verde dei boschi attorno alla città di L’Aquila. Qui i ragazzi, seguiti attentamente dagli operatori, svolgono attività che stanno portando effetti benefici. La metodologia usata dagli operatori della Forestale è innovativa, si chiama PAWS-Med, ed è stata affinata grazie ad un progetto che ha coinvolto diversi paesi ed è stato finanziato con fondi europei grazie ai quali il personale del Corpo Forestale è stato formato.

Quante volte passeggiando in un bosco abbiamo avvertito la netta sensazione che il verde, gli odori e i suoni dei boschi appagassero una certa mancanza o acuissero i nostri sensi, quasi come trovarsi in un altro mondo che impartisce “insegnamenti speciali”.  Ciò che succede a L’Aquila da ormai due anni conferma questa percezione. E’ ormai il secondo anno, infatti,  che il personale del Corpo Forestale dello Stato incontra (30 incontri nel 2013) i ragazzi affetti dalla sindrome dello spettro autistico, accolti dalla Fondazione il Cireneo.

Si tratta di 15 ragazzi fra gli 8 i 22 anni. Ognuno di loro ha caratteristiche diverse e si apre al mondo secondo logiche che gli operatori tentano di comprendere per riuscire ad interagire in maniera positiva.

Due volte alla settimana il personale della Forestale si reca presso la sede della Fondazione. Insieme al personale specializzato del Cireneo che segue i ragazzi costantemente, il gruppo raggiunge luoghi nel verde. Qui vengono svolte attività in cui i ragazzi, attentamente e scrupolosamente seguiti, possono interagire con gli elementi naturali, sassi, alberi, fronde, muschi, acqua, fiori, e lasciarsi sorprendere da odori e percezioni risvegliando quei sensi assopiti dalla patologia e rafforzandoli. Secondo alcuni, infatti,  la patologia amplifica le percezioni sensoriali al punto che molti ragazzi sono costretti ad adoperare degli ammortizzatori (ad es. cuffie alle orecchie) per evitare l’amplificazione.

Così un trenino fatto dai ragazzi attraversa ad occhi chiusi una piccola macchia di alberi e cespugli, o uno ad uno i ragazzi  seguono il percorso di un filo legato fra gli alberi di un boschetto mentre foglie e rami accarezzano i loro visi.

E se la giornata è calda e i ragazzi sono disposti, potrà anche darsi che si faccia una “piccola danza” a piedi scalzi sul muschio fresco.

E così che, sostenuti dalla speciale atmosfera del verde boscoso,  può succedere che i ragazzi facciano piccoli passi avanti, di natura relazionale e anche nella coordinazione fisica. Passi piccoli, ma preziosi, tanto che il progetto, avviato con una fase sperimentale lo scorso anno, è stato confermato quest’anno e, si spera, continuerà i prossimi.

Diciamo “si spera”, perchè la crisi colpisce anche questa Fondazione. La fondazione il Cireneo ha diversi centri in Abruzzo. Questo centro di L’Aquila è risorto velocemente dalle macerie del terremoto grazie alla solerzia di chi nella Fondazione ci lavora, e dei tanti donatori privati.

Ma andare avanti non è un passeggiata, come ci ha spiegato la presidente della Fondazione, Germana Sorge.  Infatti il Cireneo nasce inizialmente dall’investimento di alcuni genitori di ragazzi affetti  dalla sindrome dello spettro acustico. In 10 anni tanto è stato fatto e ci sono progetti  per la costruzione di nuovi centri e per accompagnare i ragazzi nel percorso dell’intera vita.

“Un autistico è tale anche da adulto”, ha spiegato la presidente  della Fondazione. Quali siano le  giuste attività, e la giusta collocazione per queste persone  non è certo questione di facile soluzione e necessita di impegno e fondi.

Chi soffre della sindrome dello spettro autistico ha bisogno di molte attenzioni e cure e i genitori vanno sostenuti. Il Cireneo per questo si occupa della formazione di personale specializzato e favorisce la consultazione fra i genitori e il personale.

L’occasione del progetto di educazione ambientale si inserisce dunque fra quelle attività che sostengono lo sviluppo di questi ragazzi. Il personale della forestale ha diviso i 15 ragazzi in gruppi diversi, secondo le loro caratteristiche. Il personale che ha seguito i ragazzi è stato sempre lo stesso e questo ha creato un contesto di profonda fiducia nel quale i ragazzi hanno avuto la possibilità di aprirsi ad esperienze nuove.

“Quando si lavora con questi ragazzi,” ci spiega un forestale impegnato con passione rara in questo progetto,”si capisce che in realtà siamo noi ad imparare  da loro”.

E’ una attività che dice qualcosa di un’umanità più profonda, questa collaborazione fra il Corpo Forestale dello Stato e la Fondazione il Cireneo, che si svela nell’incontro fra la sofferenza espressa dal limite di una malattia e l’incredibile armonia e perfezione che trasuda da quelle isole di natura scampate all’azione dell’uomo. 

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