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La Monsanto l’ha vinta, cresceranno le vendite degli OGM

Le etichette dei cibi non riporteranno il contrassegno OGM e i tribunali non potranno più contrastare eventuali vendite di semi o di prodotti geneticamente modificati

Scritto da Valeria Gatti il 05.04.2013

U.S.A. – La multinazionale Monsanto canta vittoria e prevede una crescita delle vendite per i prossimi mesi. Le etichette dei cibi non riporteranno il contrassegno OGM e i tribunali non potranno più contrastare eventuali vendite di semi o di prodotti geneticamente modificati. Non tutti gli americani sono però d’accordo con il loro presidente.

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Cosa è successo? La multinazionale americana, che è notoriamente una società che si occupa di sementi geneticamente modificate, si è battuta contro la Proposta 37, una proposta apparsa sulle schede elettorali californiane che chiedeva alle aziende di contrassegnare sull’etichetta i prodotti e i cibi geneticamente modificati, e ha avuto la meglio. La cosa è sorprendente, poiché una volta era proprio l’azienda Monsanto ad essere un’accanita sostenitrice della corretta etichettatura e del riportare sugli alimenti quali fossero gli OGM.

Negli Stati Uniti, dove non vi è di fatto l’obbligo di etichettare i prodotti OGM, le polemiche si sono accese. Ancora di più perché a questa “vittoria” ne è seguita una seconda. Un primo round che è una sconfitta per ecologisti, agricoltori scettici verso gli OGM e sostenitori dell’alimentazione OGM free.

In questi giorni il presidente Barack Obama ha infatti siglato un importante accordo. Proprio in virtù di questa firma, Monsanto ha annunciato di prevedere una crescita di più del 20% sui profitti, grazie proprio all’incremento delle vendite delle sementi biotech e del nuovo provvedimento che, come riferisce The Huffington Post, mira a proteggere gli OGM in agricoltura.

Tale provvedimento si chiama legge HR933 ed è stato ribattezzato dagli “agricoltori contro” e dagli attivisti come “Monsanto Protection Act”, proprio perché, come sostengono, è volto a favorire questa azienda. In sostanza, i tribunali americani, almeno fino al settembre prossimo, non potranno più vietare le vendite di prodotti derivanti da organismi geneticamente modificati, come sino ad oggi poteva accadere.

Come riporta  l’International Business Times la rabbia sta crescendo tra la gente e, in particolare, Dave Murphy, fondatore e direttore esecutivo di Food Democracy Now, una piattaforma che si occupa di diffondere conoscenza e andare a fondo riguardo al cibo che si consuma, si è sentito tradito.

Murphy e un nutrito gruppo di persone hanno così manifestato nei giorni scorsi davanti alla Casa Bianca contro la decisione del presidente di aver acconsentito e firmato la legge. Così, la home page di Food Deocracy Now si apre così “ Siamo spiacenti di informarvi che il presidente Barack Obama ha firmato HR933, che contiene il Monsanto Protection Act, e l’ha reso legge. (…) ha firmato pur sapendo che 250 mila americani gli avevano chiesto di usare la sua autorità esecutiva per vietarlo.”

Ora il gruppo di cui è portavoce Murphy chiede, attraverso una lettera che si può firmare sul sito, che vengano prese misure affinché siano contrassegnate obbligatoriamente le etichette dei cibi OGM. Si tratta di un provvedimento che chiedono come soluzione effettiva e democratica, un diritto di cui godono 62 paesi nel mondo, tra cui l’Europa, la Cina, la Russia, l’India, il Sud Africa e l’Arabia Saudita. Ma non gli Stati Uniti.

Molti avvocati che si occupano di sicurezza alimentare sostengono che non siano stati condotti studi abbastanza approfonditi sui potenziali rischi per la salute che possono derivare da semi e prodotti geneticamente modificati.  Questo è il punto cardine su cui gli attivisti stanno cercando di fare leva per far sì che la questione venga rivista e i rischi reali portati alla luce.

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