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Riciclare i metalli speciali: serve una politica internazionale

Una politica internazionale per il riciclo di metalli speciali? Secondo i ricercatori di Yale pubblicati da Science è necessaria.

Scritto da Nadia Fusar Poli il 25.09.2012

Una politica internazionale per il riciclo di metalli speciali? Secondo i ricercatori di Yale pubblicati da Science è necessaria.

“Una percentuale di riciclo dei metalli speciali – fondamentali nella produzione di beni di consumo – pari a zero, è allarmante se si considera che il loro uso sta crescendo rapidamente”, ha detto il co-autore dello studio Barbara Reck, ricercatore presso la Yale School of Forestry & Environmental Studies.
I metalli speciali, che comprendono rari elementi della terra come l’indio, il gallio e il germanio, rappresentano più di 30 dei 60 metalli compresi nella tavola periodica. Poiché sono utilizzati in piccole quantità per scopi tecnologici molto precisi, come ad esempio i fosfori rossi, i magneti ad alta resistenza, le cellule solari a film sottile e i chip dei computer, il recupero può essere così tecnologicamente ed economicamente impegnativo che difficilmente vengono fatti tentativi in tal senso.

“I metalli speciali sono utilizzati in piccole quantità, ma il loro valore in genere non fornisce un incentivo sufficiente per investire in un complicato processo di recupero. Inoltre, la tecnologia per fare ciò, non è testata”, sottolineano Thomas Graedel, co-autore dello studio, e Clifton R. Musser, Professore di Ecologia Industriale all’università statunitense di Yale.
I ricercatori sostengono che alcuni fattori – come una migliore progettazione del riciclo, una definizione degli obiettivi per il recupero dei metalli speciali, unitamente agli incentivi finanziari per l’industria – migliorerebbe e incrementerebbe il riciclaggio dei metalli.

“I metalli sono infinitamente riciclabili in linea di principio, ma, in pratica, il riciclaggio è spesso inefficiente o essenzialmente inesistente a causa dei limiti imposti dal comportamento sociale, dalla progettazione del prodotto, dalle tecnologie per il riciclaggio e dalla termodinamica di separazione”, si legge nello studio.
Il vantaggio del riciclo dei metalli include la possibilità di ridurre l’estrazione di minerali vergini, prolungando così la vita di tali risorse. Se i materiali fossero riciclati, l’impatto ambientale della produzione di metallo verrebbe sensibilmente ridotto. Inoltre, il riciclaggio potrebbe tradursi in una maggiore efficienza energetica, ovvero in un risparmio stimato pari ad un fattore di 10 o 20 del consumo di energia.

“La situazione richiede chiaramente iniziative politiche internazionali per ridurre al minimo la situazione apparentemente bizzarra di spendere grandi quantità di tecnologia, tempo, energia e denaro per acquistare metalli scarsi dalle miniere e poi buttarli via dopo un singolo uso”. La tecnologia moderna avrebbe di fatto generato un dilemma: più il prodotto è complicato e i materiali utilizzati diversi, più è probabile che il riciclaggio risulti particolarmente difficile.

I metalli speciali potrebbero esaurirsi entro i prossimi venti o trenta anni e una delle ragioni risiede proprio nella scarsissima percentuale di riciclo, pressoché inesistente. Secondo Graedel, la domanda di indio, metallo speciale principalmente utilizzato per la fabbricazione di schermi a cristalli liquidi e impiegato nella produzione di cellule fotovoltaiche, è destinata a raddoppiare nei prossimi anni: il rischio è che vi siano elevate possibilità che in un arco di tempo relativamente breve, l’indio, come altri metalli speciali, potrebbe scarseggiare e diventare di fatto indisponibile per gli usi industriali.

Il documento, “Challengesin Metal Recycling,” può essere visionato al sito http://www.sciencemag.org/content/337/6095/690.full?sid=675154b0-9563-46f7-8667-4c706be7e467
Fonte: http://environment.yale.edu/news/article/yale-researchers-call-for-specialty-metals-recycling/

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