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“Earth Hour” si è conclusa: 6.494 città coinvolte, superati fusi e confini per la terra

Scritto da Chiara Cichero il 01.04.2012

Black out planetario per l’Earth hour (l’Ora della Terra), l’evento organizzato dal Wwf per puntare l’attenzione sul risparmio energetico e l’emergenza climatica.

60 minuti al buio con l’adesione record di 150 Paesi, da Samoa alle isole Cook: 6.494 le citta’ che hanno spento le luci dei loro monumenti.

L’Ora della Terra WWF è la più grande mobilitazione globale contro i cambiamenti climatici che ha superato fusi orari e confini all’unisono.

La situazione è chiara: siamo di fronte ad una grande accelerazione dell’impatto delle attività umane sui sistemi naturali e se non agiamo subito si rischia di raggiungere la soglia del non ritorno.
Le attuali azioni di mitigazione del cambiamento climatico non sono infatti sufficienti per evitare che l’aumento della temperatura media globale superi la soglia dei 2 gradi rispetto ai livelli preindustriali. Il riscaldamento globale minaccia la salute umana, la sicurezza alimentare, idrica e gli ecosistemi.

Lo scioglimento dei ghiacciai dell’ Artico, per esempio, ha subito negli ultimi 5 anni un’accelerazione tale da far pensare che il livello di soglia sia drammaticamente vicino, con conseguenze tragiche sui livelli del mare, sulle grandi direttrici delle correnti marine e atmosferiche, sullo stesso equilibrio idrico terrestre.

Di fronte alla minaccia dei cambiamenti climatici serve una mobilitazione straordinaria di tutti gli abitanti del Pianeta, per trovare insieme piccole e grandi soluzioni, ripensare il proprio stile di vita, dalla produzione al consumo, modificando abitudini individuali e collettive che minacciano la sopravvivenza della specie umana e degli ecosistemi – ha dichiarato Adriano Paolella, direttore generale del WWF Italia – L’Ora della Terra organizzata dal WWF in tutto il mondo non è un momento rituale. E’ una ‘chiamata all’azione’ per il pianeta, una ‘call to action’ globale, a cui hanno risposto quasi 2 miliardi di persone a tutti i livelli della società, insieme a migliaia di istituzioni e imprese, dimostrando che il mondo è già pronto per un futuro diverso, all’insegna della sostenibilità.”

Per l’Italia, sono stati 190 i Comuni aderenti. 
Le adesioni hanno superato tutte le aspettative.  A Roma a Castel Sant’Angelo ieri alle 20,30, l’étoile della danza Roberto Bolle e Fulco Pratesi, il presidente onorario del Wwf Italia, hanno spento il maniero della Tosca di Puccini sotto le note di Elisa e Niccolo’ Fabi grazie all’energia di 128 biker vontari prodotta per alimentare il Palco a Pedali. E’ stato il primo eco-spettacolo del mondo dedicato alla bicicletta utilizzata come forma di produzione di energia. Insieme a Castel Sant’Angelo si sono spenti anche  il ‘cupolone’, che domina San Pietro, e i palazzi istituzionali di Montecitorio e del Quirinale.

In Italia oltre 400 le citta’ che hanno aderito.

Tra i monumenti che hanno partecipato all’evento lungo la penisola tante celebri location: dalla Torre di Pisa alla Scala di Milano, dalla Mole Antonelliana di Torino all’Acquario di Genova, dal Palazzo Ducale a Venezia all’Arena di Verona, dalla Basilica di San Francesco di Assisi ai Sassi di Matera alla Valle dei Templi di Agrigento sino ad alcuni dei principali beni del Fai, il Fondo Ambientale Italiano nonchè la sede del Ministero dell’Ambiente.

In campo anche la nazionale italiana di rugby che ha anticipato l’evento globale del Wwf allo Stadio Olimpico in occasione del torneo delle Sei nazioni. Cena a luci abbassate nei ristoranti di Roma, di Venezia, di Sassari, di Firenze e di Milano nella catena Starwood Hotels and Resorts. Anche la Teramo Basket ha girato un video-messaggio ad hoc ed e’ scesa in campo con la maglia dell’Ora della Terra. L’edizione 2012 e’ stata tanto piu’ importante delle precedenti perche’ guarda al vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile di Rio+20 che sarà proprio questo 20 e 22 giugno.

“Un’ondata di partecipazione record”, afferma soddisfatto il Wwf, 24 ore di mobilitazione planetaria oltre i fusi: dall’Australia con l’Opera House e l’Harbour Bridge di Sidney al Giappone con la Torre di Tokyo e il Taipei 101; dalla Cina con la Grande Muraglia e lo Stadio Nazionale di Pechino (Nido d’uccello) al Giardino Sacro di Lumbini in Nepal; dal ‘Gateway of India’, simbolo della citta’ di Mumbai, al BurjKhalifa, il grattacielo piu’ alto del mondo di Dubai; dall’Africa con la Table Mountain di CapeTown, all’Europa con le mura di Dubrovnik, la Tour Eiffel e il Louvre a Parigi; dalla Porta di Brandeburgo, all’Allianz Arena di Monaco; dal Buckingham Palace, il Tower Bridge e il Big Ben di Londra, agli Stati Uniti d’ America co la statua del Cristo Redentore di Rio, la CN Tower di Toronto, e poi ancora la Times Square e l’Empire State Building. Per la prima volta l’Earth Hour e’ stato organizzata anche in Libia.

Un evento globale dunque, con adesioni giunte persino dalla Stazione Spaziale Internazionale e dall’Ufficio del Segretario generale delle Nazioni Unite. “Abbiamo bisogno di alimentare il nostro futuro con l’energia pulita, efficiente e conveniente. Agendo insieme oggi, si può alimentare un futuro migliore”, afferma il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon. “Una dimostrazione – conclude l’associazione ambientalista – di quanto sia urgente e planetario il bisogno di promuovere azioni di tutela del Pianeta”.

Il WWF oggi in tutte le lingue ringrazia il mondo per la partecipazione.

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