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Fungo amazzonico si ciba di plastica

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 02.02.2012

Amazzonia, forestaL’Amazzonia è l’area naturale che ospita il maggior numero di specie di quasi qualsiasi altro luogo sulla terra. Non sorprende scoprire quindi che l’ultima spedizione dell’Università di Yale ha permesso la classificazione di un fungo prima sconosciuto. Quello che invece ha lasciato esterrefatti i ricercatori è la sua capacità di attecchire sulla plastica.

Un gruppo di studenti di Yale che facevano parte della spedizione annuale presso la foresta pluviale amazzonica e il professore di biochimica molecolare, Scott Strobel, si sono avventurati nella giungla dell’Ecuador. La missione era di permettere agli studenti di “sperimentare il processo di indagine scientifica in modo completo e creativo.” Il gruppo di ricerca ha preso delle piante e ha poi coltivato i microrganismi presenti all’interno del tessuto vegetale. Successivamente, hanno scoperto che nei campioni era presente un fungo finora sconosciuto alla scienza, che dimostra un certo appetito per  il poliuretano, una plastica diffusissima e che impiega centinaia di anni a decomporsi naturalmente.

La plastica viene utilizzata per fare praticamente tutto, dai tubi flessibili da giardino alle scarpe e ai sedili delle auto. Ma una volta che entra nell’ambiente sotto forma di rifiuto, è in grado di resistere molto a lungo.

Il fungo appena scoperto, chiamato Pestalotiopsis Microspora, è il primo organismo che riesce a sopravvivere con una dieta costante di poliuretano  e – ancor più sorprendente – farlo in modo anaerobico (cioè in assenza di ossigeno), un ambiente simile alla condizione presente in una discarica.

E’ stato lo studente Pria Anand a scoprire il comportamento straordinario del microbo, mentre Jonathan Russell ha isolato gli enzimi che permettono all’organismo di degradare la plastica come fonte di cibo. Il team di Yale ha pubblicato i suoi risultati sulla rivista Applied and Environmental Microbiology alla fine dello scorso anno.

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  • ioio scrive:

    è interessante come scoperta…..la plastica era stata considerata paticamente non biodegradabile. MI immagino applicazioni anche in campi di bonifica di idrocarburi (chi sa….) e di smaltimenti di rifiuti……a maggior ragioe se si produce biogas, potrebbe essere interessante….

  • Claudio scrive:

    Ma tutto si trasforma!!

  • piero scrive:

    ma!Se nula si crea e nulla si distrugge questi funghetti chi se li mangia? Gli studenti di Yale con Ketchup. Forse è meglio cambiare sistema .