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Google compra startup che vuole costruire i computer pensanti

Nel 2012 Larry Wasserman, professore alla Carnegie Mellon University, ha scritto che la "startup sta cercando di costruire un sistema che pensa"

Scritto da Paolo Ferrante il 29.01.2014

Se si vuole comprendere dove sta andando il gigante dei motori di ricerca Google, forse è il caso osservare la sua lista della spesa. Dopo la Boston Dynamics, che costruisce i robot più avanzati al mondo in grado di camminare e due e quattro zampe grazie a sofisticati sistemi informatici, e la Nest che si occupa di domotica, ecco il nuovo acquisto: una società con sede a Londra di intelligenza artificiale, la DeepMind, per mezzo miliardo di dollari.

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Bston Dynamics – http://www.bostondynamics.com/

L’acquisto di DeepMind da parte di Google aiuterà a competere contro altre grandi aziende tecnologiche, che stanno investendo sempre più massicciamente sull’intelligenza artificiale, concentrandosi sull’apprendimento profondo. Anche Facebook era in trattativa per l’acquisto di DeepMind, ma evidentemente qualcosa è andato storto.

Ma anche IBM e Yahoo cercano di cavalcare l’onda della ricerca, se l’obiettivo è fornire ai nostri strumenti informatici sempre più intelligenza, per farli sembrare simili agli umani. Se prendiamo ad esempio il blasonato Siri di Apple, l’intelligenza artificiale di questo “assistente” ci aiuta in varie operazioni, ma molto spesso mostra i suoi limiti.

Il prossimo passo sarà quello di dare a questi sistemi una comprensione più profonda del ragionamento e del comportamento umani, e quest’ultima mossa da parte di Google sembra proprio finalizzata a fornire più intelligenza ai sistemi di apprendimento e di elaborazione del linguaggio, stando ai profili dei pezzi grossi di DeepMind.

Forse per sopire i sospetti di molti osservatori, che l’accusano di voler costruire una sorta di grande fratello, Google ha deciso di rassicurare gli utenti sulla sua ultima acquisizione istituendo un comitato etico per garantire che la tecnologia di intelligenza artificiale di DeepMind non verrà abusata.

Ma forse prima dovremmo capire cosa fa esattamente DeepMind. Il sito web della società è attualmente una pagina striminzita, che non dice nulla sull’effettivo valore dell’azienda, che invece Google e Facebook, che hanno fatto a gara per accaparrarsela, evidentemente conoscevano bene.

A dicembre, la società aveva circa 75 dipendenti, dicono fonti ben informate, e uno dei fondatori è un genio dell’informatica, già campione di scacchi a 13 anni, Demis Hassabis.

Nel 2012 Larry Wasserman, professore alla Carnegie Mellon University, ha scritto che la “startup sta cercando di costruire un sistema che pensa.”

Può sembrare un’idea folle, ma a giudicare dall’interesse del primo motore di ricerca mondiale, non lo è poi così tanto.

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