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I due Marò sotto processo non torneranno in India

I due marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre non faranno ritorno in India al termine del permesso che gli era stato concesso per poter partecipare alle elezioni politiche nazionali

Scritto da Chiara Pane il 12.03.2013

I due marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre non faranno ritorno in India al termine del permesso che gli era stato concesso per poter partecipare alle elezioni politiche nazionali. È quanto si apprende da una nota della Farnesina.

Marò in India

La decisione del governo italiano viene interpretata come l’unica via d’uscita per dare una svolta ad un procedimento e ad un processo che si trascinava da oltre un anno. I due fucilieri del battaglione San Marco dovevano essere giudicati per i fatti avvenuti il 15 febbraio 2012 al largo delle coste del Kerala, a seguito dei quali sono rimasti uccisi due pescatori indiani. La controversia si è mostrata da subito complicata. In principio si dibatteva sulla questione delle acque internazionali e quindi sul riconoscimento della competenza della giurisdizione italiana. Successivamente lo stato italiano ha cercato di far valere il principio di immunità degli organi dello Stato nell’esercizio delle loro funzioni. Dal canto suo il governo indiano avocava la sua piena competenza, decidendo il fermo immediato dei due marò e l’inizio di un processo locale.

È stato l’Ambasciatore d’Italia a New Delhi, Daniele Mancini, a dare la notizia alle Autorità indiane. Il Governo italiano ci tiene a sottolineare che la decisione è stata presa a seguito della mancata risposta da parte dell’India alla formale richiesta di attivare un dialogo bilaterale per la ricerca di una soluzione diplomatica del caso. Il nostro governo accusa inoltre le Autorità indiane di aver violato “gli obblighi di diritto internazionale”, in particolare “il principio dell’immunità dalla giurisdizione degli organi dello Stato straniero e le regole della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (UNCLOS) del 1982”, come si legge sul sito del Ministero degli Esteri.

Nella nota di lunedì la Farnesina spiega: “l’Italia ha informato il Governo indiano che, stante la formale instaurazione di una controversia internazionale tra i due Stati, i fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non faranno rientro in India alla scadenza del permesso loro concesso”. La riposta dell’India è stata imminente: una fonte diplomatica all’ONU ha dichiarato che “i due militari italiani devono essere processati in India secondo le leggi indiane” [Fonte Ansa].

Il nostro governo ha inoltre notificato al governo indiano la disponibilità a giungere ad un accordo per una soluzione della controversia, anche attraverso un arbitrato internazionale o una risoluzione giudiziaria, chiedendo all’India di attivare le consultazioni previste dalla Convenzione UNCLOS.

La questione resta dunque ancora aperta. L’unica certezza è che dopo un anno di prigionia i due marò italiani torneranno ad essere padroni delle loro vite e “riprenderanno il loro lavoro”, come ha dichiarato il ministro della Difesa, Giampaolo di Paola, che ci tiene ad esprimere la sua approvazione per la decisione: “è la decisione che ha preso il governo, e mi riconosco pienamente”.

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