Gaianews

Liberati i tre marinai rapiti in Nigeria

È finito l’incubo per i tre marinai italiani rapiti lo scorso 23 dicembre a largo delle coste di Bayelsa, sud della Nigeria.

Scritto da Chiara Pane il 09.01.2013

È finito l’incubo per i tre marinai italiani rapiti lo scorso 23 dicembre a largo delle coste di Bayelsa, sud della Nigeria. Lo ha reso noto il ministro degli esteri Giulio Terzi, che si è complimentato con tutti i funzionari della Farnesina per “la tenacia e la professionalità” dimostrata anche in questa occasione.

nigeria

I tre uomini furono rapiti mentre si trovavano a bordo del rimorchiatore Asso 21, di proprietà della società armatrice Augusta Offshore, da pirati probabilmente di origine nigeriana. I marinai, tutti campani, sono Emiliano Astarita, comandante dell’imbarcazione, Salvatore Mastellone, primo ufficiale e Giuseppe D’Alessio, secondo ufficiale motorista. Questa mattina hanno fatto sapere di stare bene e adesso non vedono l’ora di tornare a casa dai loro cari, che all’unisono hanno tirato un gran respiro di sollievo.

Felicitandosi per il pronto rientro dei colleghi, l’armatore dell’Asso 21 Mario Mattioli, ha precisato che non è stato pagato alcun riscatto e che la liberazione è stata possibile grazie “ad un’intensa attività diplomatica” [Fonte Ansa].

Il ministro Terzi ha commentato la liberazione ringraziando i membri della Farnesina e le autorità nigeriane che hanno mostrato massima collaborazione durante queste settimane di tensione. “è un successo degli uomini e delle donne della Farnesina e di tutti i funzionari delle strutture dello Stato coinvolte, che con la loro tenacia e professionalità hanno reso possibile l’esito positivo di questa difficile vicenda”, si legge in una nota del ministro nel sito della Farnesina.

Terzi ha inoltre aggiunto che il numero dei connazionali sequestrati all’estero e riportati a casa negli ultimi mesi è salito a 30. Due però sono ancora nelle mani dei sequestratori. Si tratta dei siciliani Mario Belluomo, ingegnere catanese di 36 anni, rapito lo scorso 17 dicembre in Siria e Giovanni Lo Porto, cooperante palermitano di 38 anni, rapito da quasi un anno in Pakistan, dove si era trasferito da poco per lavorare presso la ONG tedesca Welthungerhilfe. Il ministro ha garantito di stare lavorando ai due casi con la stessa intensità e attenzione che ha condotto alla liberazione dei tre marinai dell’Asso 21.

© RIPRODUZIONE RISERVATA