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MSF in Senato: in Repubblica Centrafricana grande tragedia dimenticata dal mondo

Una immane tragedia dimenticata dal mondo: questa la testimonianza di MSF sulla Repubblica Centrafricana dove da un anno si consumano scontri sanguinosi

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 11.06.2014

Medici senza Frontiere ha lanciato un allarme durante l’audizione alla Commissione diritti umani del Senato sulla gravissima situazione della Repubblica Centrafricana. A rischio sia i civili che gli operatori umanitari. Ad avanzare le richieste il presidente di MSF Loris De Filippi.

Repubblica Centrafricana

Nella Repubblica Centrafricana si sta consumando una delle più immani tragedie. La crisi è generata dagli scontri fra milizie anti-Balaka di matrice cristiana, forze ex-Séléka di ispirazione musulmana e gruppi armati fuori controllo. In mezzo restano i civili che non hanno nessun sostentamento, subiscono violenze e non hanno accesso a cure mediche. Gli sfollati consistono oggi nel 20% della popolazione.

Negli scontri restano anche gli operatori: tre di MSF sono stati uccisi il 26 aprile scorso in uno degli incidenti di sicurezza, più di cento in un anno e mezzo.

“Ho lavorato molti mesi in Repubblica Centrafricana – ha detto Loris De Filippi, presidente di MSF – Le persone muoiono ogni giorno, curiamo migliaia di feriti e vediamo centinaia di migliaia di persone in fuga perché è la loro unica possibilità per sopravvivere. Abbiamo un senso di impotenza di fronte alla violenza estrema che colpisce civili, pazienti e operatori umanitari. È una catastrofe di massa che avviene sotto gli occhi dei leader internazionali. Occorre agire subito, attraverso una seria azione politica e un sistema di aiuti efficace che garantisca alle persone protezione e assistenza.” Neanche l’ONU interviene contro questi fatti.

MSF ha avanza 4 richieste:

1) AZIONE POLITICA: Occorre una forte azione politica a supporto dell’azione di peacekeeping per garantire la protezione della popolazione civile. A questo proposito è necessario organizzare un summit nella regione, al fine di bloccare la proliferazione di gruppi violenti incontrollati e arrivare a un’assunzione di responsabilità da parte dei gruppi armati, affinché si impegnino a controllare le proprie truppe e rispettare civili e operatori umanitari nelle aree sotto il proprio controllo.

2) CONFINI APERTI: I confini devono rimanere aperti (il Ciad li ha chiusi il 12 maggio), per consentire i movimenti dei rifugiati, che vedono nell’esilio l’unica possibilità di sfuggire alla violenza.

3) SUPPORTO AGLI AIUTI: Le agenzie umanitarie devono aumentare il livello di assistenza senza ulteriori ritardi e devono poter contare sul supporto necessario della comunità dei paesi donatori. Occorre sostenere finanziariamente le missioni umanitarie nella zona. In questo senso, richiamando la prossima presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea, MSF sottolinea il problema del finanziamento dell’ECHO (l’ufficio della Commissione europea per gli aiuti umanitari), che negli ultimi mesi sta sperimentando una preoccupante incertezza nei finanziamenti da parte degli stati membri.

4) DISTINZIONE CIVILE-MILITARE: Occorre mantenere una chiara distinzione fra pratiche civili e militari per evitare la confusione dei due piani, contribuendo a rafforzare il fragile quadro dello spazio umanitario.

E poi una richiesta particolare di MSF va all’Italia e al prossimo semestre di presidenza europea “Con la presidenza del Consiglio dell’Unione Europea, l’Italia può avere un ruolo attivo nell’orientare l’agenda internazionale” ha detto Gabriele Eminente, direttore generale di MSF. “Chiediamo il supporto delle istituzioni italiane nel mobilitare la comunità nazionale e internazionale, affinché si faccia carico della gravissima crisi in atto in Repubblica Centrafricana e sia garantito il necessario spazio umanitario. Per questo motivo ringraziamo la Commissione per i diritti umani del Senato per l’opportunità offerta e confidiamo nell’impegno dei suoi componenti in questa direzione.”

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