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Regno Unito discute forza militare contro pirati somali

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 05.01.2012

I legislatori inglesi stanno spingendo il governo a definire con chiarezza se e quando una forza militare d’intervento rapido possa essere legalmente utilizzata contro i pirati somali, che continuano a sequestrare navi cargo e a chiedere riscatti.

L’ultima nave ad essere stata sequestrata dai pirati è una nave cisterna italiana, la Enrico Ievoli dalla Marnavi di Napoli, è stata catturata dai pirati somali al largo delle coste omanite. A bordo del cargo, che trasporta un carico di soda caustica, 6 italiani, 5 ucraini e 7 indiani.

La richiesta di intervento fa parte di un rapporto pubblicato giovedì alla Commissione Affari Esteri del parlamento britannico, che ha accolto la decisione del governo lo scorso anno di consentire la presenza di guardie armate sulle navi britanniche in acque pericolose.

Il comitato dice che i capitani hanno ancora bisogno di istruzioni specifiche su cosa possono fare se minacciati dai pirati.

La Gran Bretagna dice che poche navi inglesi sono state attaccate, ma che la pirateria continua a minacciare l’economia del paese attraverso il suo settore bancario, assicurativo e delle spedizioni.

Il rapporto dice inoltre che il bussiness per i pirati somali è fruttato la bellezza di oltre 300 milioni di dollari negli ultimi quattro anni, ma poco si sa dove il denaro estorto finisce.

I legislatori inglesi dicono che le operazioni navali multi-nazionali hanno avuto un impatto limitato sulla pirateria, e che quando i pirati vengono arrestati, circa il 90 per cento viene poi rilasciato.

Il comitato dice che il governo dovrebbe prendere in considerazione la cattura dei pirati presi sulle navi britanniche per farli giudicare da una corte nazionale, a meno che non siano perseguiti da un altro paese.

La Gran Bretagna si riunirà una conferenza internazionale a Londra il mese prossimo per parlare della minaccia della pirateria al largo delle coste della Somalia, nel Golfo di Aden, nel Mar Arabico e nell’Oceano Indiano.

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