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Rifiuti tecnologici, una vera miniera d’oro e di argento sprecata

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 08.07.2012

Rifiuti tecnologiciI depositi di rifiuti ad alta tecnologia contengono metalli preziosi per un valore stimato di 21 miliardi di dollari, di cui solo il 15% viene attualmente recuperato attraverso il riciclo.

Queste vere e proprie ‘miniere urbane’ sono da 40 a 50 volte più ricche di metalli preziosi rispetto ai minerali da cui vengono originariamente estratti, e gli esperti dicono 320 tonnellate d’oro e 7.500 tonnellate di argento ogni anno potrebbero essere recuperati.

La produzione di PC, telefoni cellulari, tablet e altri nuovi prodotti elettrici ed elettronici in tutto il mondo richiede più di 16 miliardi di dollari in oro e 5 miliardi di argento: un totale 21 miliardi di dollari, rinchiusi nei rifiuti tecnologici e destinati alle discariche. La maggior parte di questi metalli preziosi sarà perduto, tuttavia, con solo il 15% o meno  recuperato nei paesi sviluppati o in quelli in via di sviluppo.

Ma non è un problema di scarsa densità di metalli preziosi, visto che i rifiuti elettronici contengono una densità di metalli preziosi da 40 a 50 volte più alta dei minerali estratti dal suolo, hanno detto gli esperti provenienti da 12 paesi che hanno partecipato alla settimana voluta dal GeSI e da StEP e-Waste Academy dell’ONU in Ghana, un paese dove il problema delle discariche illegali di rifiuti provenienti dai paesi occidentali è molto grave.

E in futuro i numeri sono destinati ad aumentare, vista la rapida crescita delle vendite di beni elettrici ed elettronici, tra cui la nuova categoria di computer tablet che ha ben presto raggiunto 100 milioni di unità vendute nel 2012 (stima), una cifra che dovrebbe probabilmente raddoppiare  già nel 2014.

Per quanto riguarda l’oro, i prodotti elettrici ed elettronici consumavano nel 2001 il 5,3% (197 tonnellate) della produzione mondiale, mentre nel 2011 siamo arrivati al 7,7% dello scorso anno (ossia 320 tonnellate, pari al 2,5% delle riserve auree degli Stati Uniti).

In questi 10 anni, anche se la produzione annuale di oro del mondo è cresciuta del 15% – da circa 3.900 tonnellate nel 2001 a 4.500 tonnellate nel 2011 – il prezzo per oncia è balzato da meno di 300 dollari a più di 1.500.

Anche se esistono processi in grado di recuperare fino al 95% dei metalli presenti nei rifiuti tecnologici, purtroppo fino ad oggi  la maggior parte dei rifiuti va dai paesi ricchi ai paesi del terzo mondo, dove anche se una parte dei metalli viene recuperata, si arriva a gradi di efficienza molto bassi (circa il 25%). Per non parlare dei pericoli per la salute da parte delle persone che estraggono i componenti di valore dai rifiuti, spesso con metodi rudimentali e senza le necessarie precauzioni sanitarie.

“Gli sforzi di GeSI e di StEP e-Waste Academy contribuiranno a creare una rete tra i responsabili politici e altre parti interessate a condividere informazioni, idee e migliori pratiche per promuovere vere e proprie soluzioni per i rifiuti tecnologici e consentire il passaggio ad un ciclo chiuso e alla green economy,” ha dichiarato Luis Neves, Presidente di GeSI.

“Piuttosto che guardare ai rifiuti tecnologici come un peso, abbiamo bisogno di considerarli come un’opportunità,” ha detto Alexis Vandendaelen della società Umicore per il riciclaggio dei rifiuti tecnologici, basata in Belgio.

Chris Slijkhuis di MBA Polymers, una società specializzata nel riciclaggio delle materie plastiche, ha osservato che una tonnellata di plastica creata attraverso il riciclaggio richiede un decimo dell’acqua e dell’energia necessarie per creare nuova plastica dal petrolio, e produce da una a tre tonnellate in meno di anidride carbonica (CO2), il gas a effetto serra responsabile del cambiamento climatico.

Se si riciclasse solo la metà dei prodotti fatti in materie plastiche e rifiuti tecnologici nell’Unione Europea, si risparmierebbero 5 milioni di chilowattora di energia, oltre a 3 milioni di barili di petrolio e quasi 2 milioni di tonnellate di emissioni di CO2.

“Un giorno – sperabilmente presto – la gente penserà ai nostri giorni e si chiederà come è stata possibile tanta miopia nell’uso sconsiderato delle risorse naturali e nella mancanza di strategie di riciclo”, ha detto Ruediger Kuehr, segretario esecutivo di StEP.

“Abbiamo bisogno di recuperare elementi rari per continuare a costruire prodotti ad alta tecnologia, come le batterie per le auto elettriche, i pannelli solari, le TV a schermo piatto e altri prodotti sempre più popolari”, ha detto il dottor Kuehr che è anche capo della Unità Operativa responsabile della United Nations University, con sede a Bonn, in Germania.

Oltre l’opportunità per ora persa di recuperare risorse preziose – che comprendono anche rame, stagno, cobalto e palladio – i rifiuti tecnologici  finiscono nelle discariche o vengono esportati in paesi in via di sviluppo creando una minaccia per la salute e altissimi rischi ambientali, ha aggiunto.

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