Gaianews

Sanità lombarda, altre 15 persone finiscono nel registro degli indagati

Venerdì mattina infatti la procura di Milano e la questura di Lecco hanno notificato gli avvisi di chiusura indagini per due filoni d'inchiesta

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 13.01.2013

OspedaleSi aggiungono 15 persone a quelle già indagate per gli appalti della sanità della Regione Lombardia. Venerdì mattina infatti la procura di Milano e la questura di Lecco hanno notificato gli avvisi di chiusura indagini per due filoni d’inchiesta.

Sono 15 quindi le nuove notifiche inviate dal pubblico ministero Tiziana Siciliano, tra cui anche alcuni responsabili degli ospedali di Vimercate (Monza) e Mantova. E’ infatti una procedura consueta inviare una notifica di chiusura delle indagini che prelude alla richiesta di processo.

Il direttore generale della sanità lombarda, Carlo Lucchina, è tra gli indagati. In particolare, si indaga sugli appalti poco chiari per il cosiddetto progetto ‘tele-ospedale’ e per le polizze assicurative. Lucchina deve anche rispondere di corruzione nell’inchiesta sulla fondazione Maugeri, in cui è coinvolto anche il governatore lombardo Roberto Formigoni. In particolare, su Lucchina pendono le accuse di turbativa d’asta sulle sperimentazioni cliniche e corruzione.

Ci sono inoltre due nuovi nomi nelle carte della procura, che risultano tra gli indagati: il capogruppo del Pdl alla Regione Lombardia, Paolo Valentini e Giulio Boscagli, ex assessore lombardo alla Famiglia – oltre che cognato del presidente uscente Formigoni. Entrambi, secondo la Procura, insieme a Lucchina avrebbero influenzato delle aste nel 2009 e nel 2010  per “il conferimento di incarico del Servizio di consulenza e brokeraggio assicurativo” non andate a buon fine per l’ospedale di Mantova.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA