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Senato: via condono da calendario. Tutti contro il Pdl

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 30.10.2012

E’ stato definitivamente eliminato dai lavori del Senato il disegno di legge che prevedeva la riapertura dei termini del condono edilizio, sanatoria fortemente voluta da esponenti del Pdl campano.

Il voto favorevole all’eliminazione dell’esame del provvedimento dal calendario dell’Aula è stato votato praticamente da tutti i partiti tranne il Pdl. Non si sono fatte attendere le reazioni da entrambe le parti.

AbusivismoIl Pd esulta: “Consideriamo la cancellazione dal calendario dell’aula del Senato del ddl di Nitto Palma sul condono edilizio una grande vittoria del Partito Democratico. Con la scusa della regolarizzazione in Campania, infatti, il disegno di legge riapre di fatto, per tutto il territorio nazionale, i termini del condono del 2003 con l’estensione anche alle violazioni perpetrate ai danni dei beni ambientali e paesaggistici. Come abbiamo denunciato dal principio, si tratta per il Pdl di una vera e propria coazione a ripetere in materia di sanatoria edilizia, che pure stavolta è stata sventata grazie all’impegno nostro e a quello della società  civile e dei media”. Lo dicono i senatori del Pd Francesco Ferrante e Roberto Della Seta.

Di tutt’altro avviso gli esponenti del Pdl interessati al provvedimento: “Atteso l’intollerabile immotivato atteggiamento tenuto dal ministro Clini e dal suo sottosegretario di Stato, da oggi i senatori campani non voteranno più la fiducia al Governo”, hanno dichiarato il commissario Regionale del Pdl Campania, Francesco Nitto Palma e il presidente del Gruppo “Coesione Nazionale”, Pasquale Viespoli.

Dal canto suo il senatore del Pd Ferrante ha dichiarato sul suo blog: “Si tratta del sedicesimo tentativo del Pdl da gennaio 2010 di riaprire i termini del condono edilizio del 2003, una coazione a ripetere veramente preoccupante, che dà  la misura di quanti e quali siano gli interessi che si vorrebbero favorire con una misura tanto scellerata. Del resto i numeri parlano chiaro: il Rapporto Ecomafia 2012 di Legambiente stima in 258.000 gli immobili abusivi sorti tra il 2003 e il 2011, per un fatturato complessivo stimato in 18,3 miliardi di euro. Il solo ‘effetto annuncio’ nelle precedenti sanatorie edilizie di Berlusconi generò nel 2003 40 mila nuove case illegali, con un incremento della produzione abusiva superiore al 41% tra 2003 e 2011. Il cemento illegale è un settore che purtroppo ha un’ottima tenuta, in controtendenza rispetto al mercato degli immobili costruiti legalmente, e dunque è indecente che per favorire questo business i parlamentari del Pdl si facciano schermo con pretestuose e pericolose esigenze di equità  e necessità”.

 
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