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Sulcis, minatori chiusi a 400 metri di profondità per protesta

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 27.08.2012

Nella miniera Nuraxi Figus a Gonnesa nel Sulcis, i minatori si sono rinchiusi per protesta a 400 metri di profondità, portandosi 350 kg di esplosivo con l’obiettivo di convincere il governo Monti ad avviare il progetto integrato carbone-miniera-centrale elettrica pr salvare i posti di lavoro.

Il gruppo composto da circa 30 operai della Carbosulcis ha occupato intorno alle 22,30 di ieri la miniera, giungendo a circa 370 metri di profondità e bloccando l’accesso ai pozzi con mucchi di carbone e pesanti apparecchiature.

Gli operai vogliono convincere il governo a sbloccare il progetto di rilancio della struttura con la produzione di energia pulita dal carbone attraverso la cattura e lo stoccaggio di co2 nel sottosuolo.

I lavoratori stanno chiedendo da tempo una risposta da parte delle istituzioni affinchè venga fissato un incontro con i leader dei partiti che appoggiano il governo Monti, per indurre l’esecutivo nazionale a dare il via libera al progetto integrato carbone-miniera-centrale elettrica.

All’interno della miniera è presente anche un quantitativo notevole di esplosivo, circa 350 kg, utilizzato dai minatori durante le lavorazioni e ora “sequestrato” dagli occupanti.

Non è la prima volta che gli operai bloccano la miniera in segno di protesta. E’ già accaduto nel 1984, nel 1993 e nel 1995, quando i lavoratori rimasero chiusi in galleria rifiutandosi di uscire per 100 giorni.

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