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Tornare alla terra

"Mio padre, di famiglia contadina, ripeteva che in Sicilia si lavorava tanto ma non si soffriva la fame"

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 25.03.2013

Quando mia madre parlava della guerra, diceva che dalla città lei bambina e i suoi genitori sfollarono in campagna perché lì non si soffriva la fame.

Mio padre, di famiglia contadina, ripeteva che in Sicilia si lavorava tanto ma non si soffriva la fame.

terra-terreno

Ripenso a queste considerazioni dei miei genitori piene di buon senso, che però paiono dimenticate in questo boom economico che ha rubato braccia all’agricoltura e cementificato la nostra terra. Dei miei cugini in Sicilia solo una fa la contadina, tutti gli altri, figli e nipoti di contadini, hanno la terra ma non la coltivano perché “non conviene”, c’è troppa burocrazia, il lavoro e i prodotti sono sottopagati ecc. E quindi fanno altre professioni.

Io non so nulla di coltivazioni, mi piacciono gli orti, mio padre ne ha sempre avuti e bellissimi, ho tenerezza per le piante, mi piacciono, ma non sono capace di accudirle eppure so che la terra è il futuro. Paradossalmente coltivare la terra è il futuro o quanto meno un modo per sopravvivere alla crisi.

Vorrei dunque comprare un terreno e radunare un gruppo di amici che coltivi la terra; forse potrei imparare anch’io anche se, come dico scherzosamente, il mio modello è quello feudale. Che mi portino le decime!

In ogni caso navigando ho scoperto questo sito che spero faccia al caso mio. Lo propongo a tutti perché a furia di darci ad altre attività diventeremo tutti dei re Mida circondati da oro (e non è oro tutto ciò che luccica) ma morti di fame.

Il sito è qui, vado subito a registrami:

http://www.gruppoacquistoterreni.it

Ne ho scoperto un altro, un’esperienza diretta di cittadini, a Montebelluna ecco qui, che ci serva come sprone per incominciare.

http://www.ecoblog.it/post/53907/nasce-il-gruppo-di-acquisto-solidale-terreno

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