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Uccisi 32 bambini dall’esercito siriano venerdì ad Hula

Scritto da Chiara Pane il 27.05.2012

SiriaUn vero e proprio massacro di innocenti sconvolge le coscienze di tutti. Sarebbero 32 i bambini uccisi dall’esercito siriano nell’attacco di venerdì ad Hula, nella provincia siriana di Homs. La conferma è arrivata dagli osservatori dell’Onu che si sono recati il loco per denunciare l’eccidio.

Secondo le prime ricostruzioni, l’esercito siriano avrebbe bombardato la città di Hula per molte ore consecutive, per costringere i soldati dell’esercito siriano libero a ritirarsi. Successivamente bande di Shabiha, miliziani fedeli al regime, sarebbero intervenuti per continuare il massacro. Il bilancio dei morti è di circa 100 civili, ma il dato più sconvolgente riguarda il numero dei bambini rimasti coinvolti nell’attacco. Le vite di 32 piccini sono state brutalmente spezzate senza alcuna pietà.

Dopo la denuncia dell’Osservatorio sui diritti umani, gli osservatori delle Nazioni Unite si sono recati nella città di Hula per confermare l’accaduto. Gli inviati hanno chiamato in causa, seppur indirettamente, l’esercito siriano, poiché hanno attestato l’utilizzo di carri armati nel bombardamento. Il capo della missione, il generale norvegese Robert Mood, ha definito l’episodio “una tragedia brutale” .

L’orrore è stato ripreso e postato su YouTube. Il video shock, nel quale si vedono alcuni bambini vittime del massacro sta facendo il giro del mondo. Le immagini sono impressionanti: i corpicini delle vittime sono stese per terra con evidenti segni di arma da fuoco sul viso e sul collo. Un bambino ha addirittura il cranio fracassato. Le atroci immagini sono accompagnate dalle urla incessanti di dolore degli uomini presenti. Nel video si vede anche un uomo che prende in braccio i piccoli per mostrare con quale ferocia siano stati uccisi.

La condanna del massacro è unanime. Il nostro ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ha ribadito che “la comunità internazionale non può più accettare” questa situazione ed ha invocato l’immediata applicazione del piano di pace di Kofi Annan, che prevede la cessazione delle violenze. La segretaria di stato, Hillary Clinton, ha, invece, affermato: “quelli che hanno perpetrato queste atrocità devono essere identificati e devono renderne conto”. Nel comunicato la Clinton ha, inoltre, aggiunto: “Gli Stati Uniti lavoreranno con la comunità internazionale per intensificare la nostra pressione su Assad e i suoi, perché le uccisioni e la paura devono cessare. Noi siamo solidali con il popolo siriano e i manifestanti pacifici nelle città siriane che scendono in strada per denunciare il massacro di Hula”.

Ma ai siriani la solidarietà della comunità internazionale non basta più. L’esercito libero siriano ha chiesto ai Paesi Amici un vero e proprio intervento militare contro le forze del presidente Bashar al Assad. Anche il ministro degli esteri britannico, William Hague, ha auspicato “una risposta internazionale forte” al massacro, e ha annunciato di aver intenzione di chiedere una riunione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

Nel frattempo l’ANSA comunica che le autorità di Damasco hanno smentito ogni responsabilità in merito al massacro di Hula. Un portavoce del ministero degli Esteri di Damasco ha, inoltre, annunciato la creazione di una commissione di inchiesta per fare luce sulla strage.

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