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Cave, coste, porti, pinete; difficile  raccapezzarsi

Scritto da Renzo Moschini il 21.03.2015

C’è grande attesa e diffusa preoccupazione su come andrà a finire con la legge toscana sul paesaggio. Ne dipende il futuro delle Apuane ma dopo  la girandola di emendamenti anche delle nostre coste e non solo della loro erosione.

Dopo la crisi nera della passata stagione turistica per qualcuno basterebbe infatti far costruire un po’ di più anche sulle spiagge per nuove strutture alberghiere di ‘accoglienza’. Solo un po’ naturalmente ma ‘solo’ per evitare quelle politiche che ‘ingessano’ i territori toscani e che i vari Pellegrinotti e Tortolini di turno vogliono non restino appannaggio dei soliti ambientalisti che del lavoro si infischierebbero alla grande. Basta quindi con il gesso meglio evidentemente  il cemento.

S’intende che non è facile raccapezzarsi in vicende in cui si intrecciano aspetti vari talvolta anche in sé modesti che hanno però a che fare con altri di tutt’altra portata.

Aprire talune spiagge di San Rossore  ai residenti di un comune del parco potrebbe sembrare una idea tutto sommato di buon senso ma non lo è perché farebbe venir meno o comunque pregiudicherebbe  quelle politiche di tutela delle nostre dune per le quali il parco è stato premiato in sede europea. Anche mettere le bancherelle nel bosco di Tirrenia per disporre di più spazi per i parcheggi sembrerebbe cosa  di buon senso ma non lo è perchè i boschi sul nostro litorale come sulle Dolomiti hanno un altro ruolo e per questo sono tutelati non a danno del turismo ma proprio a suo vantaggio. Di un turismo insomma  che svende il suo territorio, i suoi beni e pregiudica le sue bellezze come è avvenuto e avviene ancora in tante parti del paese. Ci sarà pure una ragione se in importanti territori toscani operano varie e diverse aree protette, nazionali, regionali e interregionali e locali. Se fu impedita la distruzione della pineta dei Salviati o fatto chiudere le cave per l’escavazione della sabbia del Lago di Massaciuccoli fu fatto forse per ingessare le cose o proprio per poterle mettere a frutto ossia perché i cittadini e non solo residenti potessero usufruirne.

E che senso ha parlare per la Val di Cornia di un turismo da incrementare emendando il piano paesaggistico se poi il comune di Piombino sottrae ai Parchi della Val di Cornia i finanziamenti per i parcheggi nelle sue aree più pregiate del suo turismo?

E mentre in quell’area del santuario si istituiscono osservatori sui cetacei per iniziativa della regione perché l’osservatorio non diviene a tutti gli effetti regionale in grado di operare in stretto rapporto anche con la Liguria e la Sardegna oltre che con la Francia? E ancora il porto di Livorno, il canale dei Navicelli, il Porto di Boccadarno non dovrebbero collaborare più direttamente anche attraverso il parco di San Rossore, della Maremma e dell’Arcipelago Toscano? Qualche idea di buon senso in più e qualche emendamento stravolgente   in meno non guasterebbero.

Renzo Moschini

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