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Grande fratello tecnologico: uno studio rivela gli effetti sulla vita quotidiana

Un grande fratello tecnologico che sorveglia ogni istante della propria vita quotidiana. Fino a che punto la sorveglianza computerizzata può essere tollerata? A che livello diventa insopportabile, al punto da condizionare i comportamenti umani?

Scritto da Nadia Fusar Poli il 11.10.2012

Per capire gli effetti della continua sorveglianza computerizzata sugli individui, i ricercatori dell’Helsinki Institute for Information Technology (HIIT), hanno collocato in dieci famiglie finlandesi telecamere, microfoni, e software di registrazione per personal computer, reti wireless, smartphone, TV e DVD. I soggetti partecipanti sono stati sottoposti ad interviste (ogni sei e dodici mesi) e invitati a compilare questionari con cadenza mensile, per riferire i propri livelli di stress. I risultati dello studio hanno messo in luce una serie di variazioni negative, sia in termini di esperienza vissuta che di comportamento. Per tutti (tranne uno) il sistema di sorveglianza si è rivelato un motivo di disagio, preoccupazione, ansia, e persino di rabbia. Tuttavia, il Grande Fratello tecnologico piazzato nelle abitazioni, non sembra aver turbato la psiche dei soggetti coinvolti: nessuno squilibrio o problema di salute mentale paragonabile, per gravità, a depressione o alcolismo. Solo una famiglia ha scelto di ritirarsi dopo il primo semestre: la violazione della privacy e l’anonimato erano diventati ormai insopportabili.

I timori generati dalla presenza delle telecamere e dei vari dispositivi di sorveglianza, dopo circa tre mesi, si sono attenuati. I ricercatori attribuiscono questa reazione alla regolamentazione del comportamento rispetto alla percezione di una violazione della privacy. Quasi tutti i soggetti hanno modificato il proprio comportamento nel tentativo di controllare e “ingannare”, il Grande Fratello e ciò che, “occhi” e “orecchi” tecnologici stavano percependo . Alcuni si nascondevano, mentre altri li trasferivano le proprie abituali azioni in luoghi al di fuori della casa. Il dottor Antti Oulasvirta spiega:  “Anche se quasi tutti erano in grado di adattare le loro pratiche quotidiane per mantenere l’intrusione nella propria privacy ad un livello tollerabile, le modifiche necessarie hanno reso la casa un ambiente fragile”. 

Per i ricercatori è stata una sorpresa scoprire che la registrazione del computer è stata percepita inquietante e intrusiva quanto la presenza della telecamera di sorveglianza. Essa è stata vissuta negativamente in quanto ritenuta una  violazione dell’anonimato delle conversazioni online.  L’importanza dell’anonimato connessa all’utilizzo del computer, è sintomatica del fatto che gran parte delle nostre attività sociali odierne sia mediate proprio dal computer. D’altra parte, l’ “occhio” della videocamera, rappresenta un tentativo di intrusione in quella sfera più intima, a volte declinabile in quel senso di pudore e riservatezza, che ci si aspetta di vivere in casa propria (nudità, aspetto fisico, sesso…)

E’ necessaria un’ulteriore ricerca sperimentale per evidenziare gli effetti della sorveglianza computerizzata. Il Prof. Petri Myllymäki spiega: “Poiché l’argomento è difficile da studiare empiricamente, non vi è quasi alcuna ricerca pubblicata sugli effetti della sorveglianza intrusiva sulla vita di tutti i giorni. Nel progetto Experiment Privacy di Helsinki, abbiamo svolto rigorosi preparativi etici e giuridici, e investito in una robusta piattaforma tecnica al fine di consentire un esperimento longitudinale nel campo della privacy. Il presente campione di soggetti è potenzialmente distorto, in quanto è stato scelto tra persone che volontariamente hanno risposto ad un annuncio pubblicitario Internet”. Muovendo dalla consapevolezza dei  limiti intrinseci del campione utilizzato, il lavoro può certamente facilitare ulteriori indagini su questo importante argomento. 

I primi risultati sono stati presentati alla 14° Conferenza internazionale sulla Ubiquitous Computing (ubicomp 2012) a Pittsburgh, PA, USA. La pagina principale del progetto è consultabile al sito: http://hpe.hiit.fi

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