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Land grabbing, per Oxfam migliaia di persone in Uganda cacciate dalle loro terre

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 24.09.2011
La onlus inglese Oxfam ha pubblicato un rapporto dettagliato su un nuovo sgombero forzato di migliaia di persone dalle foreste in Uganda per permettere ad una società britannica del legname di tagliare gli alberi. Il governo ugandese nega le accuse, e dice i numeri sono esagerati.Oxfam dice che tra il 2006 e il 2010, più di 22.000 persone sono state espulse nei distretti di Kiboga e Mubende del centro dell’Uganda come parte di un “esproprio” da parte della New Forests Company.Uno dei co-autori del rapporto, Matt Grainger, dice che Oxfam è venuta a conoscenza lo scorso anno delle operazioni della compagnia in Uganda.

“Così, quando abbiamo parlato con la gente e abbiamo intervistato alcuni che erano stati espulsi, le loro storie erano assolutamente coerenti, e assolutamente raccapriccianti”, ha detto Grainger. “Erano stati costretti ad abbandonare le loro case, hanno perso le loro case, i loro raccolti sono stati distrutti, non potevano prendere le loro cose, le loro case sono state bruciate e sono stati lasciati con nulla.”

Chi è il colpevole?

La New Forests Company dice di sé che è responsabile dal punto di vista ambientale e sociale. Essa sostiene inoltre di essere la prima società in munero di alberi piantumati in Uganda, dove pianterebbe pini, eucalipti e altre specie autoctone come parte di uno sforzo di conservazione ambientale.

L’azienda dice che attualmente ha progetti che coprono più di 20.000 ettari di terreni nel Paese.

Grainger dice che la New Forests Company ha negato qualsiasi coinvolgimento nell’allontanamento delle persone, dicendo che era compito del governo.

“Ora, per noi, una società operante in un Paese in Via di Sviluppo come l’Uganda non può far ricadere tutta la colpa sul governo”, ha detto Grainger. “La New Forests Company è corresponsabile nell’assicurare che le persone non vivano peggio e che vengano adeguatamente compensate.”

Numeri esagerati

L’autorità Nazionale delle Foreste ugandese (NFA), che ha ordinato gli sfratti, dice che i numeri della Oxfam sono esagerati.

Il portavoce della NFA  Mosè Watara dice solo 8.000 persone sono state spostate dalle loro terre, e che la maggior parte è andata via pacificamente dopo aver ricevuto il preavviso di quattro mesi da parte della polizia.

Watara dice anche il progetto della a New Forests Company era importante e da proteggere.

“Abbiamo dovuto agire perché si trattava di un grande investimento e queste persone avevano davvero cominciato a tagliare gli alberi piantati da parte della società, e tuttavia verranno salvati molti soldi che avremmo dovuto usare per importare pali, ma anche si tratta di creazione di posti di lavoro perché la società sta costruendo scuole e  strade per la comunità in quella parte del Paese “, ha detto Watara.

Deforestazione illegale

Watara dice che la deforestazione illegale è uno dei maggiori problemi che affliggono il paese, e che ha contribuito a provocare frane e altri degradi ambientali.

Oxfam dice d’altro canto che l’appropriazione di terra (il land grabbing) da parte di società straniere nei paesi del terzo mondo è un problema globale, e che esistono casi simili in Sud Sudan, Indonesia e America Centrale.

Il gruppo dice che il problema è aggravato dalla crescente domanda di terreni a basso costo per realizzare colture che possono essere utilizzate ad esempio per la produzione di biocarburanti.

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