Gaza – Il presidente egiziano Mohamed Morsi sta lavorando come intermediario per far approvare il cessate il fuoco per le prossime 24-48 ore, che serviranno alle parti per stabilire con chiarezza le condizioni per la firma di un accordo duraturo. Il presidente israeliano Benjamin Netanyahu si è dichiarato disponibile ad “una soluzione a lungo termine messa in atto per via diplomatica” [Fonte BBC].
Il contenuto del piano egiziano non è noto, ma la BBC fa sapere che sia Israele che Hamas hanno presentato le loro condizioni: Israele pretende la fine degli attacchi e un maggiore sforzo internazionale per impedire il riarmo di Hamas, questo a suo volta chiede la fine dell’embargo israeliano sulla Striscia di Gaza e l’apertura dei valichi di frontiera con l’enclave palestinese.
Nonostante la tregua annunciata però l’esercito israeliano ha ordinato ai residenti dei villaggi attorno a Gaza di evacuare immediatamente l’area dove sarebbero già in corso raid aerei. I volantini di avvertimento, distribuiti nei villaggi conterrebbero la seguente frase: “Le Forze di Difesa israeliane non stanno prendendo di mira nessuno di voi e che non vogliono fare del male a voi o alle vostre famiglie. Per la vostra sicurezza vi chiediamo di evacuare immediatamente le vostre case e dirigervi verso il centro di Gaza” [Fonte BBC]. Un ammonimento che riguarderebbe circa 200 mila persone, ai quali sarebbe stato riservato un corridoio da attraversare in sicurezza per raggiungere il centro della città. Un ricatto inaccettabile al quale Hamas ha reagito lanciando un messaggio via radio e invitando la popolazione ad ignorare i volantini minacciosi: “Non curatevi di quei volantini. Il popolo di Gaza si fa beffe dell’occupazione” ha affermato un portavoce, ma la paura è difficile da gestire e molti stanno già abbandonando le proprie case. [Fonte Ansa].
Dall’inizio degli scontri e soprattutto a seguito dell’escalation di violenze del week end, a dispetto degli annunci del presidente israeliano, che aveva dichiarato di “utilizzare tutte le misure necessarie per evitare vittime fra i civili”, i palestinesi uccisi sarebbero 113, di cui 54 civili e i feriti ammonterebbero a 840. Fra questi più di 200 sarebbero bambini, come precisano i funzionari della sanità di Gaza. [Fonte Wall Street Journal].
Durante i negoziati però i raid aerei sulla Striscia di Gaza non sono stati interrotti, così come il lancio dei razzi sparati nel sud di Israele. Ad essere presa di mira la città di Beer Sheva, nel Neghev, dove un missile ha centrato un autobus, sfiorando la strage. Fortunatamente i passeggeri allertati dal suono delle sirene di allarme erano già scesi dal mezzo. La tensione rimane quindi alta e nel sud di Israele più di un milione di cittadini restano in prossimità dei rifugi.
Non solo gli attacchi, ma anche le minacce verbali e le denunce internazionali proseguono. Il comandante militare di Hamas, Mohammed Deif, ha ad esempio affermato: “il nemico pagherà caro” e a sua volta Netanyahu ha dichiarato: “Israele ha una mano tesa verso la pace ma con l’altra brandisce la spada”. Il premier turco, Recep Erdogan, ha accusato Israele di “pulizia etnica” nella Striscia. [Fonte Ansa]. Il leader del gruppo militante libanese Hezbollah, Hassan Nasrallah, in un discorso televisivo tenuto lunedì, ha fatto sapere che a suo avviso i leader arabi dovrebbero fornire “più missili per la resistenza palestinese a Gaza”. Dello stesso avviso è il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ramin Mehmanparast, secondo cui i palestinesi della Striscia di Gaza dovrebbero essere equipaggiati in modo tale da potersi difendere da Israele. [Fonte Wall Street Journal].
La diplomazia internazionale intanto si muove con l’obiettivo di giungere al cessate il fuoco evitando l’invasione di terra a Gaza. Il segretario generale dell’Onu Ban ki-Moon ha già iniziato il viaggio nella regione. Martedì parlando dal Cairo, dove si trovava per una conferenza stampa congiunta con il segretario generale della Lega Araba, Nabil al-Arabi, ha rivolto un appello a israeliani e palestinesi affinché pongano fine alle violenze nella Striscia di Gaza [Fonte Adnkronos]. Secondo il segretario Onu la crisi tra la Striscia di Gaza e Israele “rischia di mettere a rischio l’intera regione”. Ban ki-Moon è poi partito per Gerusalemme dove si è confrontato con il presidente Netanyahu. Anche la segretaria di stato americano, Hillary Clinton ha programmato un tour “di pace”. Martedì sera è atterrata a Tel Aviv e dopo l’incontro con il presidente israeliano proseguirà verso la città palestinese Ramallah, per poi giungere al Cairo.