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Israele, attacchi contro due autobus di turisti al confine con l’Egitto

Scritto da Chiara Pane il 19.08.2011

Ieri giornata di scontri in Israele a seguito del triplice attacco terroristico nei pressi di Eliat, città turistica che si affaccia sul Mar Rosso.

I tre attacchi sono susseguiti a distanza di poco tempo durante le ore mattutine. Ancora poco chiare le dinamiche degli attentati. Fonti parlano di una mina esplosa al passaggio di un veicolo militare e di un duplice attacco diretto contro due autobus. Durante l’attacco anche un altro veicolo sarebbe stato colpito. Il bilancio è di 7 morti ed una 30 di feriti, ma i numeri non sono ancora certi. Fonti riferiscono che gli attacchi sarebbero stati sferrati da alcuni uomini vestiti da militari egiziani.
Immediato l’intervento delle forze speciali israeliane, che una volta individuati gli attentatori hanno innescato un conflitto a fuco, uccidendo 7 terroristi.

Sempre in mattinata, il ministro israeliano della Difesa, Ehud Barak, ha duramente condannato gli attacchi, promettendo una riposta repentina, annunciata anche dalle parole del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu: “Israele risponderà nella forma adeguata”. Ed infatti la reazione israeliana non si è fatta attendere. Già nel primo pomeriggio una prima ondata di raid aerei è stata condotta nella Strisca di Gaza provocando diversi feriti. Secondo i rappresentanti israeliani, difatti, l’azione terroristica sarebbe stata condotta da uomini penetrati dal vicino Sinai egiziano.

Tempestiva la dichiarazione di un alto dirigente di Hamas, Ahmed Yusef, che ha negato ogni possibile coinvolgimento di Hamas negli attentati di ieri, ma di cui ne ha tessuto le lodi. “Noi approviamo gli attacchi perché sono stati rivolti contro soldati e sono sopraggiunti in un momento in cui Israele attacca Gaza quasi ogni giorno”. Difatti sull’autobus colpito, il 392, viaggiavano soldati israeliani in licenza. Inoltre, secondo il portavoce di Hamas, questi attacchi sarebbero “conseguenza logica” di fronte alla “escalation militare israeliana”.

A fronte di tali attacchi pare evidente il chiaro fallimento dei negoziati. La soluzione del conflitto che dal 1948 ha provocato un numero imprecisato ma enorme di morti sembra purtroppo essere soltanto un miraggio.

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