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Siria, ex fedelissimo di Assad collabora con americani

Secondo il giornale inglese The Guardian un fedelissimo di Assad, Jihad Makdissi, sta collaborando con gli americani

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 25.12.2012

SiriaJihad Makdissi, ex portavoce del governo siriano, starebbe cooperando con funzionari dell’intelligence degli Stati Uniti che l’hanno aiutato a fuggire a Washington circa un mese fa, secondo la ricostruzione del The Guardian.

Makdissi ha disertato il brutale regime di Assad a fine novembre, quando lasciò Beirut. The Guardian ha detto che attualmente sarebbe fuggito negli Stati Uniti, forse in cambio di asilo.

Funzionari siriani continuano a negare che Makdissi abbia disertato, giustificando la sua assenza a causa di un congedo amministrativo di tre mesi. Tuttavia, al momento della sua partenza la rete televisiva di Hezbollah a Beirut ha annunciato che le opinioni del portavoce si erano troppo allontanate dalle posizioni ufficiali del regime e che era stato licenziato.

Secondo il Guardian, Makdissi è finora il membro più anziano del regime a disertare dopo il primo ministro siriano, Riyad Hijab, che è fuggito con la sua famiglia in Giordania nel mese di agosto. Pur non essendo un membro del gruppo ristretto, Makdissi era un personaggio centrale a plasmare i messaggi del regime verso l’esterno. Makdissi è di religione cristiana.

Intanto i jihadisti nella provincia di Hama starebbero avanzando, rubando posizioni alle forze del presidente Assad, mentre sempre i ribelli annunciano di aver conquistato un villaggio al confine con la Turchia, strappandolo alle forze governative.

Si moltiplicano inoltre le voci che il regime si appresterebbe ad usare le armi chimiche contro la popolazione, dopo gli annunci non confermati dell’opposizione che accusa i governativi di averle già utilizzate contro civili questa settimana. Gli Stati Uniti hanno già avvertito Assad che non avrebbero alcun indugio ad intervenire in caso di utilizzo accertato di armi non convenzionali. Anche Israele, paese vicino, minaccia di reagire ad un attacco chimico.

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