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L’imminente V Conto Energia sul fotovoltaico

Scritto da Leonardo Fumelli il 18.04.2012

Fotovoltaico a terraLe bozze che stanno circolando tra gli addetti sono ormai date per definitive, ricalcheranno quello che sarà il V Conto Energia, il decreto ministeriale che regola il meccanismo di incentivazione dell’energia prodotta dal fotovoltaico.

L’impegno sottolineato dal governo è quello di superare con le rinnovabili gli obiettivi imposti dal Pacchetto Clima-Energia (il famoso “20-20-20”), pari per l’Italia al 26 % (circa 100 TWh) del consumo complessivo di elettricità, spingendosi invece fino al 32-35 % (120-130 Twh).

Uno dei ragionamenti alla base del decreto è stato quello per cui incentivi più alti rispetto alla media europea hanno determinato una vera esplosione di impianti causando un aumento sulle bollette dell’energia elettrica dei cittadini, che hanno subìto un rialzo alla voce incentivi alle rinnovabili.

Come annunciato, la bozza rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico, prevede un evidente ridimensionamento delle tariffe, anche per piccoli impianti, un premio sull’autoconsumo e l’obbligo di iscrizione a registro per gli impianti di potenza superiore ai 12 kW.

Numerose le reazioni a caldo dei soggetti che operano nel settore fotovoltaico.
Legambiente intravede pochi miglioramenti: i tetti annui alle installazioni, l’obbligo dei registri e le aste  sono visti come freno per gli investimenti; molto grave è la scomparsa del premio per la rimozione dell’eternit dalle coperture, operazione che diventerà obbligatoria. C’è infine diffidenza verso il raggiungimento degli obiettivi europei. Secondo l’associazione ambientalista occorrono interventi come la creazione di reti elettriche private per condomini, che possano contribuire all’abbassamento del prezzo della bolletta.

Il presidente di Gifi/Anie si oppone decisamente al decreto, poiché manderebbe all’aria forti investimenti effettuati, mettendo inoltre a rischio 10.000 posti di lavoro. Natalizia specifica che a fronte di 140 miliardi di incentivi nell’arco di 20 anni lo Stato beneficerà di un corrispettivo fiscale di circa 20 miliardi di euro. Le due associazioni propongono l’abolizione dei registri, l’esenzione dall’IMU per gli edifici fotovoltaici e un sistema d’incentivazione che leghi l’andamento delle tariffe al raggiungimento di tetti di kW.

È Enerpoint a spiegare che porre come soglia per l’iscrizione al registro gli impianti da 12 kW, di taglia ridotta, significa produrre un eccesso di burocrazia che provoca inevitabilmente un aumento dei costi e dell’incertezza. Anche Enerpoint vede positivamente un sistema d’incentivazione inversamente legato ai kW installati.
In linea anche Anev/Aper/Ispes ed il WWF, che condannano l’ampia burocatizzazione e gli incentivi insufficienti. Secondo Confagricoltura il decreto soffoca lo sviluppo delle agroenergie.
Proprio per oggi, 18 aprile, è prevista una manifestazione di protesta in piazza Montecitorio,  prima della Conferenza Stato-Regioni.

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