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Tagli alla cultura: ultima serata per Suoni dal Mondo a Bologna dopo 21 anni

Scritto da Federica di Leonardo il 24.11.2010

BOLOGNA – Venerdì 26 e sabato 27 novembre la rassegna Suoni dal Mondo si conclude, in tutti i sensi.

Infatti, a causa dei tagli alla cultura la rassegna, presente sulla scena bolognese da ben 21 anni, organizzata dal Dipartimento di Musica e Spettacolo (DMS) – Centro CIMES, dell’Università di Bologna e diretta dal prof. Nico Staiti giunge, con quella di quest’anno, alla sua ultima edizione.

“In questi 21 anni il Festival ha costruito la propria identità in maniera unica in Italia, attraversando generi e mondi musicali difficilmente fruibili in altre manifestazioni non radicate all’interno di un’istituzione universitaria,” scrive Staiti nella presentazione, “istituendo un rapporto fecondo e vitale tra ricerca, riflessione etnomusicologica e offerta di spettacolo. Con questo obiettivo il Festival ha conservato e approfondito la tradizione inaugurata in Italia soprattutto da Roberto Leydi, che fin dagli anni Cinquanta è stato uno dei principali artefici di un modo peculiare di intendere il rapporto tra attività di ricerca e una sua applicazione in chiave concertistica di musiche di tradizione orale. Proponendo segmenti di tradizioni vitali, non museificate ma in continua trasformazione, secondo processi loro interni.”

Il programma di quest’anno ha già ridotto il numero delle serate da dieci a cinque, ma l’organizzazione, per salutare affettuosamente il proprio pubblico, ha deciso di lasciare l’ingresso libero fino ad esaurimento dei 216 posti (cosa che finora è già successa ben prima dell’inizio degli spettacoli).

In queste ultime due serate prima dei concerti, alle 21,10, sarà proiettato in prima assoluta il film documentario KAJDA di 20 minuti, ideato e diretto dal direttore artistico del Festival, Nico Staiti, che illustra la musica delle donne e degli omosessuali rom del Kosovo occidentale. Questa musica non si può spiegare con gli strumenti della musicologia, ma può essere facilmente descritta con i mezzi cinematografici: al centro della costruzione del film c’è il montaggio, che contrappone formule visive e sonore. Si vuole raccontare le questioni identitarie complesse e delicate che attraversano i Balcani, tra marginalità e centralità culturale.

I concerti delle due serate restano in tema e sono dedicati al Kosovo: due cuori di una tradizione. In concerto ogni sera alle 21,30, due diversi gruppi:
Ali Krasniqi e tre musicisti, con voce, due liuti a manico lungo, violino e fisarmonica ci faranno vivere le splendide e complesse sonorità della loro terra.
A seguire, chiude il concerto di ciascuna sera un duo voci e tamburello, Celibije e Miradije, che riprende e arricchisce le esibizioni di altre coppie di donne rom ospitate nelle passate edizioni del Festival. Le strutture ritmiche che seguono sono così complesse, da mettere in crisi la nostra stessa nozione di asimmetria.

Ci auguriamo di cuore che la notizia della chiusura di questo prestigioso festival, che è stato espressione della profondità di intenti con il quale il Dipartimento di Arti Musica e Spettacolo venne creato 50 anni fa con l’entusiasmo di grandi nomi della cultura dell’arte di allora, possa essere revocata e che il filo della tradizione degli studi di etnomusicologia a Bologna possa non interrompersi.

Tutti i concerti, di questa e delle più recenti edizioni, saranno in visione gratuita anche on line dal sito del festival: www.muspe.unibo.it/cimes nella sezione “Suoni dal Mondo” poi “archivio – video”.

INFO al pubblico: CIMES Tel. 051.2092410

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