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Buone notizie per la biodiversità globale

L'esercito degli scopritori di nuove specie cresce: è uno dei motivi per cui la teoria per cui molte specie si estinguono prima di essere state scoperte, potrebbe non essere più così vera

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 25.01.2013

Moltissime specie si estingueranno prima di essere scoperte. Era questa l’affermazione che gelava tutti coloro che avevano a cuore le sorti della biodiversità e che era largamente condivisa fra gli scienziati che si occupano di conservazione a livello globale. Una ricerca pubblicata dala prestigiosa rivista Science e condotta dai ricercatori dell’Università di Auckland, dalla Griffith University e dall’Università di Oxford mette in crisi l’ipotesi portando buone noitizie nel mondo della conservazione.

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Secondo gli scienziati infatti, l’affermazione che molte specie si estingueranno prima di essere scoperte si basa su due presupposti che non sono veri: il primo riguarda la stima delle specie che possono esistere sulla Terra, che risulta eccessiva rispetto ai nuovi calcoli. La seconda è che il numero di persone che si dedicano a descrivere e scoprire le specie sia in calo.

“I nostri risultati sono notizie potenzialmente buone per la conservazione della biodiversità a livello mondiale”, dice l’autore Mark Costello, professore associato presso il Leigh Marine Laboratory dell’Università di Auckland,  che ha pubblicato il lavoro con il professor Nigel Stork dalla Griffith University e il professor Bob May di Oxford.

Le stime degli autori parlano di 5-3 milioni di specie presenti sulla Terra, molto di meno di ciò che si era creduto finora. Di queste un milione e mezzo sono state nominate.

“Le sovrastime sul numero di specie presenti sulla Terra sono controproducenti perché possono fare sembrare che  scoprire e conservare la biodiversità sia un’operazione senza speranza”, spiega Costello. “Il nostro lavoro suggerisce che non è così. Siamo convinti che solo con un modesto aumento dello sforzo nella tassonomia e nella conservazione, la maggior parte delle specie potrebbero essere scoperte e protette dall’estinzione.”

Il numero delle persone che si dedicano alla scoperta di nuove specie è sempre in aumento, secondo gli autori, sia fra i professionisti che fra gli appassionati: gli autori ne stimano intorno a 50.000. Il motivo dell’aumento sta nel fatto che la ricerca scientifica si sta sviluppando soprattutto in Asia e in Sudamerica, dove la biodiversità è maggiore e dove quindi possono essere scoperte moltissime specie.

Anche se la ricerca suggerisce che le specie hanno maggiori probabilità di essere scoperte che di estinguersi, gli autori non sottovalutano la gravità delle minacce alle specie e ai loro habitat. La caccia eccessiva, la perdita di habitat e il cambiamento climatico, ora che si verificano su scala sia locale che globale, potrebbero portare  i tassi di estinzione ad aumentare molto rapidamente in futuro.

Costello sostiene che la scoperta e la denominazione delle specie sia fondamentale per la loro conservazione. La denominazione di una specie riconosce formalmente la sua esistenza, rendendo molto più facile la sua conservazione. Il processo di scoperta, compresa l’esplorazione degli habitat remoti e meno studiati, fornisce anche le prove per sostenere gli sforzi di conservazione.

Tra le raccomandazioni degli autori per aumentare il tasso di scoperta delle specie sono: aumentare il numero di persone coinvolte nei lavori, il coordinamento internazionale di esplorazione e di collezione di campioni, lo sviluppo di banche dati on-line liberamente accessibili, e il sostegno finanziario da parte dei governi e delle altre organizzazioni.

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