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Taglio alberi in provincia di Pavia lascia le cicogne senza nido

Scritto da Federica di Leonardo il 04.01.2012

In alcuni piccoli centri italiani a volte la realtà supera la fantasia e purtroppo non c’è da stare allegri. Un piccolo centro per la reintroduzione della cicogna bianca è stato tolto alla gestione di Legambiente, sostituito da un ostello e, per far questo,  molti alberi (70 secondo Legambiente) sono stati tagliati, distruggendo i nidi delle cicogne e mettendo seriamente a repentaglio la loro presenza in quell’area.

Il Centro Parco Cascina Venara, nel comune di Zerbolò, in provincia di Pavia, ospitava fino a un mese fa 30 cicogne bianche stabili e 15 migranti. Le cicogne nidificavano sui pioppi e su altri alberi intorno alla cascina nella quale si svolgevano attività connesse con la reintroduzione della cicogna bianca  e le relative attività di educazione ambientale.

Negli anni, a partire dal 2000, la cascina è stata gestita dalla Lipu, da altre associazioni di volontari sempre in collaborazione con l’Ente Parco del Ticino, e poi da Legambiente.

Da poco più di un anno però, il Comune di Zerbolò, nella persona del sindaco Renato Fiocchi, ha revocato l’autorizzazione per la gestione della cascina, che è rientrata in un nuovo progetto che prevede di trasformarla in un ostello circondato da piste ciclabili e zone cementificate .

L’11 dicembre scorso però, una pattuglia di sorveglianza del Parco ha segnalato che qualcosa non andava per il verso giusto.

Infatti quella che vedete nelle foto è la cascina come si presenta ora: molti degli alberi sono stati tagliati e le cicogne volano attorno in cerca dei propri nidi.

L’Ente Parco su richiesta del Comune aveva autorizzato il taglio di 20 pioppi, ma pare evidente che gli alberi tagliati sono molti di più e non sono solo pioppi. Inoltre molte coppie di cicogne sono rimaste senza nido.

L’Ente Parco, su segnalazione della vigilanza, ha subito avviato delle indagini e le parole del vicedirettore sono molto dure: “La proprietà aveva  presentato domanda di taglio per il filare di pioppi ibridi euroamericani di grandi dimensioni posti lungo la recinzione della cascina, di cui parte con chioma ormai deperente, ed era stato regolarmente autorizzato per motivi di sicurezza il taglio di 20 soggetti.  L’autorizzazione tuttavia prevedeva il mantenimento di tutte le altre piante presenti, la conservazione dei pioppi con i nidi di cicogna, la sostituzione con altrettante piante di quercia, che negli anni futuri dovranno ricostituire il filare con una specie, tra l’altro, più longeva.   Nel caso in cui le verifiche in atto accertassero tagli non autorizzati – conclude il vicepresidente del Parco –  verranno inflitte le sanzioni previste. Il fatto che non ci si sia attenuti al permesso di taglio di 20 pioppi e che si sia chiaramente ecceduto rappresenta un’aggravante. A meno che non si sappia contare fino a 20. Il Parco  non ha mai fatto sconti e mantiene lo stesso atteggiamento sia nei confronti dei privati  che delle pubbliche amministrazioni”.

Il sindaco di Zerbolò sostiene di aver tagliato meno di 20 pioppi e che solo un nido di cicogna è caduto a terra e non è poi cosa grave, perchè le cicogne potranno andare da un’altra parte. “Quando con il mio trattore lavoro la terra”, sostiene il sindaco, “le cicogne stanno sui pali della luce e sui recinti: dunque il fatto che le cicogne stiano sulla gru dei lavori in corso non è anormale”.

 

 

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  • mauro pavia scrive:

    In un parco naturale le cicogne devono nidificare sugli alberi e non su dei pali in quanto i piccoli di cicogna potrebbero cadere e quindi non essendoci i rami non avrebbero nessuna possibilità di salvarsi.Inoltre forse molti non sono al corrente che c’è il rischio che la destinzione d’uso dell’ostello potrà essere cambiata dopo 5 anni dalla sua apertura e che quindi il tutto puo essere solo una manovra per far cassa in futuro da parte del comune. Essendo Il sito SIC (Sito d’importanza della Cominita Europea) si potrebbe fare degli esposti alla Comunità Europea che

  • francesco scrive:

    Lo trovo a dir poco vergognoso. Non si poteva rendere la presenza delle cicogne un valore aggiunto dell’ostello? Trattarle come un punto a favore, e non come un impiccio? Succede sempre più spesso, quando l’ignoranza dell’uomo agisce con pressapochismo e mancanza di saggezza.