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Porzioni di cibo: quanto è difficile ridurle

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 17.04.2013

Uno studio condotto dalla University of New South Wales evidenzia la difficoltà di ridurre le porzioni di cibo a tavola.

Se si propongono porzioni di cibo grandi si mangerà di più. E’ questo ciò che dimostra la ricerca. La scoperta vale anche quando le persone sono a conoscenza del fatto che la grandezza della porzione può influenzare la quantità del consumo. Gli scienziati hanno dimostrato che anche analizzare le proprie sensazioni di sazietà non è un metodi sufficiente per ridurre la quantità di cibo ingerita. Insomma, di fronte ad un grande piatto di pasta sarà molto difficile che ci tireremo indietro.

Le dimensioni delle porzioni in ristorante e in casa sono aumentate in maniera molto consistente dal 1970, e si pensa che questo possa aver contribuito all’aumento dei livelli di obesità.

Ridurre le dimensioni delle porzioni di cibo è un consiglio che si dà spesso a chi vuole perdere di peso, ma questa ricerca dimostra che probabilmente i consigli sono inefficiaci, anche se invece ridurre le porzioni potrebbe essere un aiuto per portare i quantitativi di una dieta eccessivamente calorica a valori più normali.

cibo

Lo studio, pubblicato sul Journal of Health Psychology, mette perciò in evidenza la necessità di trovare nuovi modi per ridurre le dimensioni delle porzioni di cibo.

Lenny Vartanian, docente presso la Scuola di Psicologia dell’Università, è un autore del documento.

“Gli studi hanno costantemente dimostrato che gli aumenti delle dimensioni delle porzioni per una vasta gamma di alimenti e bevande si traducono in una maggiore assunzione di energia. E l’impatto non è influenzato da fattori come la fame o il gusto del cibo”, ha detto il dottor Vartanian.

Lo studio ha coinvolto 96 donne ed è il primo ad esaminare l’efficacia dei metodi per educare le persone a proposito di questo argomento. Ai partecipanti sono stati serviti 350 o 600 grammi di maccheroni con il pomodoro per pranzo.

Ad uno dei gruppi è stata fornita una brochure nella quale si illustrava come i fattori esterni come l’umore, la pubblicità, le dimensioni delle porzioni e le influenze sociali e culturali possano contribuire a mangiare troppo. Poi è stato chiesto ai partecipanti di scrivere come questi fattori avessero influenzato la loro assunzione di cibo in passato.

Al secondo gruppo invece è stato anche insegnato come mettere a fuoco le sensazioni interne, come il sapore del cibo e le sensazioni di fame e sazietà, prima di ricevere i maccheroni.

Nessuno di questi brevi esercizi ha ridotto le dimensioni delle porzioni. Nel complesso, i partecipanti a cui era stato offerto il piatto di pasta più grande avevano mangiato un terzo in più di cibo rispetto agli altri.

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