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Avanzano ricerche sulla mano bionica che recupera il senso del tatto

Ricercatori svizzeri hanno testato il loro sistema mediante l'impianto di elettrodi intraneurali nei nervi di un amputato

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 18.02.2013

Per chi ha subito un’amputazione, la sostituzione di un arto mancante con una protesi può alleviare la sofferenza fisica o emotiva e favorire un ritorno alle normali funzioni vitali e professionali. Gli studi dimostrano, però, che fino al 50 per cento di coloro che hanno avuto una mano amputata non usano la loro protesi regolarmente a causa di una minore funzionalità ideale,dell’aspetto, e anche dell’effettiva controllabilità. Ma Silvestro Micera, dell’École Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL) in Svizzera, sta spianando la strada a nuove protesi intelligenti che si collegano direttamente al sistema nervoso. Queste protesi potrebbero addirittura condurre a riattivare il senso del tatto nella mano

Mano

In occasione dell’Assemblea annuale dell’Associazione Americana per l’Avanzamento della Scienza (AAAS) a Boston, Micera ha riportato i risultati di lavori condotti su un periodo di quattro settimane che hanno migliorato il feedback sensoriale in persone con amputazioni utilizzando elettrodi impiantati. Questa interfaccia rappresenta una grande promessa per la sua capacità di creare un legame intimo e naturale con i nervi, e perché è meno invasiva rispetto ad altri metodi. Essa fornisce anche un flusso veloce e bidirezionale di informazioni tra il sistema nervoso e la protesi, con una conseguente esperienza più realistica e una funzionalità migliorata.

“Potremmo fornire soluzioni cliniche nuove e più efficaci nei prossimi anni”, dice Micera, che è capo del Translational Neural Engineering Laboratory all’EPFL e professore alla Scuola Superiore Sant’Anna in Italia.

Micera e i suoi colleghi hanno testato il loro sistema mediante l’impianto di elettrodi intraneurali nei nervi di un amputato. Gli elettrodi stimolano il sistema sensoriale periferico offrendo diversi tipi di sensazioni tattili. Le informazioni sono state poi utilizzate per controllare una protesi di mano posta vicino al soggetto, ma non fisicamente collegata al braccio dell’ amputato.

Micera ha spiegato anche le sue recenti attività per migliorare l’efficacia di questo approccio e ha annunciato una nuova sperimentazione clinica con un progetto del Ministero italiano chiamato NEMESIS Salute, sotto la supervisione clinica del Prof. Paolo M. Rossini. Questo nuovo processo fa fare a questa ricerca un ulteriore passo avanti collegando la protesi della mano direttamente al paziente in tempo reale, con il controllo bidirezionale dei segnali neurali. Anche se i risultati non sono ancora disponibili, i ricercatori sperano di poter migliorare ancora di più il controllo sensoriale dei feedback e globale delle protesi.

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