Dopo le forti critiche dei giorni scorsi che erano piovute da varie parti, Federfarma in testa, l’Aifa ha detto che entro giovedì, giorno di pubblicazione in Gazzetta ufficiale del provvedimento di riduzione dei prezzi dei generici, le aziende – o almeno molte di esse, si saranno adeguate ai nuovi prezzi.
L’agenzia in un comunicato assicura infatti che “al fine eliminare in tempi brevi i disagi per i cittadini, derivati da ritardi nell’allineamento dei prezzi dei farmaci generici al prezzo di riferimento stabilito, [l’Aifa] ha proceduto ad una verifica dei tempi previsti dalle Aziende per tale allineamento. Ne risulta che entro giovedì prossimo, data di prossima pubblicazione della Gazzetta Ufficiale, le Aziende avranno per la maggior parte adeguato i loro prezzi al pubblico a quello di riferimento venendo così a cessare ogni difficoltà per i cittadini.”
“Come annunciato – ha sottolineato il Direttore Generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco Prof. Guido Rasi – l’Aifa ha seguito con grande attenzione e preoccupazione l’evolversi della situazione venutasi a determinare con l’applicazione del decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010 (convertito nella Legge n. 122 del 30 luglio 2010), che chiedeva perentoriamente l’allineamento dei prezzi dei generici ai prezzi medi europei. Le possibili difficoltà saranno risolte in gran parte entro giovedì prossimo, grazie anche al senso di responsabilità mostrato dalle Aziende e quindi, pur esprimendo grande apprezzamento per la buona volontà delle Regioni, riteniamo che non vi sia bisogno di ulteriori interventi”.
Le critiche erano piovute sull’Aifa soprattutto dalle farmacie, che si trovavano a vendere dei farmaci ad un prezzo inferiore anche del 40%, dovendo acquistare ancora a prezzi non adeguati dai produttori di generici. Inoltre, i cittadini senza l’adeguamento devono corrispondere un prezzo maggiore al farmacista in caso di scelta del farmaco “griffato”.
Il riferimento alle regioni invece è probabilmente indirizzato alla regione Toscana, che per bocca del presidente Rossi aveva detto di voler intervenire nel riempire il gap creato dai minori rimborsi del servizio sanitario nazionale, che altrimenti deve essere pagato dai cittadini.
Anche l’associazione Federconsumatori in una nota osserva come ”a risparmiare da tale operazione sarà solo il Servizio Sanitario Nazionale, a tutto danno dei cittadini che dovranno mettere di tasca loro la differenza tra il prezzo di rimborso stabilito dall’AIFA e quello del farmaco stabilito dall’industria farmaceutica.”