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Fili d’oro nei cerotti cardiaci potrebbero salvare da infarto

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 26.09.2011

Un team di medici, ingegneri e scienziati dei materiali al Children Hospital di Boston e del Massachusetts Institute of Technology hanno utilizzato la nanotecnologia e minuscoli fili d’oro per progettare un cerotto cardiaco, che potrebbe un giorno aiutare i pazienti che hanno appena avuto attacco di cuore.

La ricerca, pubblicata on line da Nature Nanotechnology il 25 settembre, spiega che  l’aggiunta di fili d’oro al tessuto cardiaco artificiale, lo rende elettricamente conduttivo, migliorandone le potenzialità. Per questo su questi cerotti è cominciata la sperimentazione clinica su pazienti con attacchi di cuore

“Se non ci sono i nanofili d’oro e si stimola il cerotto cardiaco con un elettrodo, le cellule batteranno solo a destra dove sono stimolate”, dice  il professor Daniel Kohane,  del Laboratorio di Biomateriali del Children Hospital di Boston. “Con i nanofili, molte  cellule si contraggono insieme, anche quando la stimolazione è lontana. Ciò dimostra che il tessuto conduce la stimolazione”.

Se stimolate con una corrente elettrica, le cellule producono un picco di tensione misurabile, e la comunicazione elettrica tra fasci adiacenti di cellule cardiache migliora notevolemente.
Kohane pensa che questa nanotecnologia potrebbe essere applicata all’ ingegneria di tessuti elettricamente eccitabili, compreso il tessuto del cervello e del midollo spinale. L’oro è stato scelto come materiale perché è un materiale conduttivo, facile da produrre, gli scienziati hanno molta esperienza con il suo utilizzo, ed è tollerato dal corpo.

I fili hanno uno spessore tale che sono appena visibili ad occhio nudo.

Il test è stata  effettuato finora solo in colture cellulari, il team prevede di fare ulteriori esperimenti per vedere se il cerotto funziona sugli animali vivi, per ottenere una migliore comprensione di come esattamente i nanofili migliorano la segnalazione elettrica e la contrazione.

Inoltre, gli esperimenti hanno evidenziato una produzione maggiore di troponina I, una proteina coinvolta nel legame muscolare del calcio e nella contrazione, e la connessina-43, una proteina coinvolta nella accoppiamento elettrico tra le cellule che si ritiene svolga un ruolo critico nello sviluppo dell’architettura del cuore e nella contrazione sincronizzata del cuore.

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