Gaianews

Fumo passivo: arriva il detector che salva i bambini

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 22.03.2013

I ricercatori dell’Università di Dartmouth hanno compiuto un passo importante nella battaglia contro il fumo passivo. Hanno aperto la strada allo sviluppo di un dispositivo innovativo che può immediatamente rilevare la presenza di fumo passivo e anche della cosiddetta terza corrente.

Il dispositivo è piccolo e leggero, delle dimensioni di un cellulare e utilizza pellicole polimeriche per raccogliere e misurare la nicotina nell’aria. Poi un sensore registra i dati su una scheda di memoria SD. La tecnologia è descritta in un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nicotine and Tobacco Research.
Fumo

“Abbiamo sviluppato il primo sensore di fumo di tabacco che è sufficientemente sensibile per misurare il fumo passivo e registrarne la presenza in tempo reale,” dice il professor Giuseppe Belbruno il cui laboratorio di Dartmouth ha condotto la ricerca. “Questo è un balzo in avanti nella tecnologia del rilevamento passivo dell’esposizione al fumo e può essere considerato il primo passo per ridurre il rischio di effetti sulla salute.”

La US Environmental Protection Agency sostiene che i bambini sono particolarmente vulnerabili al fumo passivo. I suoi effetti sui giovani possono includere un aumento del rischio di polmonite, bronchite, asma, e Sudden Infant Death Syndrome. Anche se molti genitori cercano di non fumare vicino ai loro figli, andare in una camera diversa o fumare in balcone può non fare la differenza. Questo sensore serve proprio a misurare l’efficacia di certe precauzioni.

“L’intento del progetto non è quello di far smettere di fumare le persone, ma è quello di evitare di esporre i ragazzi al fumo passivo. D’altra parte, se sono preoccupati per i loro figli, il dispositivo può essere un incentivo a smettere di fumare”, ha spiegato Belbruno.

Il fumo passivo viene dalla fine combustione di una sigaretta o dal fumo espirato dal fumatore. La cosiddetta terza corrente è anche un potenziale pericolo per la salute, secondo la Mayo Clinic, trattandosi della nicotina residua che rimane sui vestiti, i mobili, i sedili e i seggiolini nelle auto.

Mentre il dispositivo corrente è un prototipo in attesa di brevetto, Belbruno prevede l’eventuale disponibilità di una versione a prezzi accessibili per il mercato, che incorporano un processore del computer, pellicole polimeriche riutilizzabili, e una batteria ricaricabile. Si può anche integrare un pannello a LED per fornire letture istantanee.

Oltre ai suoi usi per la tutela della salute dell’infanzia, ci sono applicazioni commerciali per questi rivelatori. Installati nelle auto a noleggio, camere d’albergo, e ristoranti, questo dispositivo potrebbe aiutare a far rispettare i divieti di fumo attraverso un sistema di allarme.

L’elaborazione del dispositivo è passata per una fase in cui i ricercatori, basandosi sulla diversità di sostanze presenti nelle sigarette, avevano tentato di diversificare anche i sensori. Ma il prototipo finale, in realtà, rileva esclusivamente e semplicemente la presenza del fumo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA