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Mozzarelle blu: anche Granarolo coinvolta

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 24.07.2010

TORINO – Secondo il quotidiano La Stampa di Torino, si sono verificati due episodi di mozzarelle blu presso il supermercato Auchan di Rivoli (TO) e questa volta la casa produttrice è italiana. Risulta confermato, quindi, l’allarme di Altroconsumo del 7 luglio scorso che denunciava come il sistema rapido d’allerta europeo avesse trovato il problema non solo in produttori tedeschi, ma anche italiani. Nel comunicato di Altroconsumo si faceva riferimento anche alla ricotta al bacillo cereus e al fatto che il Ministero della Salute italiano non aveva divulgato i nomi dei produttori italiani, un comportamento pericoloso per i consumatori – come confermato oggi.

Gli episodi di mozzarella blu di ieri sono da addebitare alla Granarolo, noto produttore emiliano che, tra l’altro, nella sua pubblicità tiene a precisare la provenienza del latte da allevamenti italiani. Non la pensa così la procura di Torino, che starebbe svolgendo un’indagine già da tempo sul problema e che avrebbe avviato una rogatoria perché le autorità giudiziare tedesche compiano verifiche presso la Milchwerk Jager, da dove risulta provenire il latte con cui sono state confezionate le mozzarelle colorate trovate fino ad ora. Anche la Granarolo acquisterebbe latte dall’azienda tedesca, come verificato anche dagli inquirenti attraverso il monitoraggio costante sul flusso di queste materie prime.

Intanto Codacons ha annunciato che denuncerà Granarolo per truffa. “E’ inquietante il quadro emerso dall’indagine della Procura di Torino e ci impone un intervento a tutela dei consumatori”, ha detto il presidente Codacons, Carlo Rienzi, annunciando di aver denunciato l’azienda alle Procure di Torino e Bologna e alla Corte dei conti per pubblicità ingannevole. “Qualora fosse vera questa circostanza e i prodotti Granarolo non venissero realizzati esclusivamente con materie prime italiane – spiega Rienzi – vi sarebbe un danno non solo per i consumatori, ma anche per l’economia nazionale”. Il presidente infatti ricorda che le pubblicità dell’azienda relative al ‘Latte Alta Qualità”, parlano di “mucche italiane selezionate”, di “filiera garantita e controllata” e di “latte garantito e certificato ogni giorno con controlli più numerosi e approfonditi di quelli di legge”. Per tali motivi il Codacons in relazione alla perdita di credibilità dei prodotti doc italiani e più in generale del made in Italy alimentari, depositerà un esposto alle Procure della Repubblica di Torino e Bologna, dove ha sede la Granarolo, e alla Corte dei Conti dell’Emilia Romagna, chiedendo di verificare se una eventuale pubblicizzazione come italiani di prodotti realizzati anche con materie prime straniere, possa configurare possibili reati come frode in commercio o truffa aggravata e di avviare un’indagine per accertare possibili danni all’erario connessi all’export e al discredito per il Made in Italy.

L’AGI intanto riporta le dichiarazioni della Coldiretti, che per bocca del presidente Sergio Marini ha annunciato dal palco della manifestazione di Bari, che vede la partecipazione di 10.000 tra allevatori e imprenditori agricoli. Dalle frontiere italiane – ricorda la Coldiretti – passano ogni giorno 3,5 milioni di litri di latte sterile, semilavorati, cagliate e polveri di caseina per essere imbustati o trasformati industrialmente e diventare magicamente mozzarelle, formaggi o latte italiani, all’insaputa dei consumatori. In Italia sono arrivati nel 2009 ben 1,3 miliardi di litri di latte sterile, 86 milioni di chili di cagliate e 120 milioni di chili di polvere di latte di cui circa 15 milioni di chili di caseina. Complessivamente in Italia sono arrivati 8,8 miliardi di chili in equivalente latte (fra latte liquido, panna, cagliate, polveri, formaggi, yogurt e altro) utilizzati in latticini e formaggi all’insaputa dei consumatori e a danno degli allevatori perché non è obbligatorio indicare la provenienza in etichetta. Il 68 per cento del latte importato viene da Germania, Francia e Austria, ma è  rilevante anche la quota da paesi dell’Est come la Polonia (5 per cento), la Lituania (3 per cento), la Slovenia (3 per cento) e l’Ungheria (3 per cento). Si utilizza anche moltissima cagliata congelata (un semilavorato industriale) proveniente da paesi lontani come la Lituania che nel 2009 ha aumentato le importazioni verso il nostro paese del 20 per cento rispetto anno 2008. (Granarolo dal suo sito esclude categoricamente l’uso di prodotti diversi dal latte, ndr.)

Intanto la Granarolo si difende. “Le tensioni in atto nel settore caseario stanno creando un clima opaco e comunque poco favorevole alla chiarezza di cui hanno bisogno, in particolare in un momento come questo, tanto i consumatori quanto gli attori della filiera”, dice il presidente di Granarolo, Gianpiero Calzolari, attraverso una nota diffusa dal sito della’azienda. Granarolo risponde quindi all’articolo della Stampa di ieri, dichiarando in sostanza che non sa nulla dell’indagine in corso e ribadendo che il latte usato per la produzione di mozzarelle è effettivamente italiano.

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  • antonello laiso scrive:

    Gentile dottor Zambrini,come certamente lei potra’ capire cio’ di cui si commenta e’ stato appreso da organi di stampa quali quotidiani,e organi di informazione televisiva(Report),certo contro la Granarolo c’e’ una campagna mediatica negativa che dura da diversi mesi,ed e’ dovere della stessa granarolo per il nome storico che rappresnta nel nostro paese far si’ che con prove alla mano smentisca tutto cio’ ,certamente non da parte di noi lettori e consumatori che ci limitiamo a riportare situazioni citate da organi di stampa,o associazioni a tutela del consumatore, la granarolo deve smentire alla fonte “le tante suggestioni prive di fondamento” come essa stessa afferma,spero anche come consumatore, che riesca a farlo nel modo migliore.

  • Redazione scrive:

    Gentile Vittorio Zambrini,
    noi abbiamo riportato la notizia delle agenzie e l’abbiamo verificata confrontando le diverse fonti e nei limiti del possibile, avendo cura di riportare anche la posizione della Sua azienda. Inoltre, è presente il link al comunicato stampa sul sito di Granarolo, in cui i lettori possono farsi un’idea esauriente della vostra posizione.
    E’ nostro dovere, oltre che primario interesse, informare i lettori dei possibili pericoli di salute che incorrono nel consumo di prodotti alimentari. Di certo noi non dobbiamo chiedere scusa ai presunti (e sottolineo presunti) attori coinvolti in un’indagine. Ci limitiamo, come già detto, a informare i cittadini, anche della vostra posizione.
    Spero che la situazione si risolva al meglio e che l’azienda Granarolo possa uscire a testa alta dalla vicenda.
    Cordiali saluti
    Paolo Ferrante
    Redazione sviluppo-web.it

  • Vittorio Zambrini scrive:

    Gentili signori,

    in merito alle notizie riportate da alcuni organi di informazione, relative alle “mozzarelle blu” e ai rapporti tra la nostra azienda e la ditta tedesca Jaeger, vi assicuriamo che:
    – Granarolo non ha mai acquistato latte, mozzarella, semilavorati o ingredienti dalla società tedesca Jaeger, che invece è stata fornitrice esclusivamente di provole dolci (un prodotto già confezionato, denominato “Sfiziosino”);
    – la mozzarella Granarolo in busta in liquido di governo viene fatta in Italia; se sulla confezione è riportata la dicitura “solo latte fresco italiano” significa che la materia prima è esclusivamente italiana;
    -gli esiti degli accertamenti dei Nas nel nostro stabilimento e sul lotto di produzione delle due presunte “mozzarelle blu” segnalate in Piemonte non hanno evidenziato alcuna anomalia, confermando l’assoluta regolarità dei processi produttivi e dei prodotti della nostra azienda;
    – la nostra Società non ha mai ricevuto al riguardo alcuna notifica da parte della magistratura (i tecnici dell’azienda sono stati chiamati a fornire informazioni testimoniali agli inquirenti nell’ambito di un’inchiesta che riguarda altri) e nessun provvedimento dalle autorità sanitarie.

    Purtroppo chi ha alimentato al riguardo tante suggestioni prive di fondamento, che hanno finito col produrre un danno rilevantissimo alla nostra azienda, non ci porgerà spontaneamente le sue scuse.
    Ma chi lo farà, avrà tutto il nostro apprezzamento

    Cordialmente

    Vittorio Zambrini
    Direttore Qualità, Innovazione, Sicurezza, Ambiente

  • Michele scrive:

    Se hanno davvero affermato di non comprare latte all’estero dovrebbero rivedere il loro sito web in cui si legge:”Il latte utilizzato per i prodotti Granarolo proviene nella sua gran parte ( 72 % nel 2009) da allevamenti italiani;”

  • antonello laiso scrive:

    La Granarolo qualche tempo fa fu indicata dalla trasmissione report di milena galbanelli di importare parte di latte dall’ estero,questa poi con campagne stampa su quotidiani tra cui repubblica smentiva il tutto ed addirittura invitava a conoscere gli stabilimenti in italia previo date prefissate,ora di nuovo da quel che si legge con la stessa storia,con indagini della procura di Torino e preannunciate denunce per truffa dalla codacons, ma c’e’ ancora da fidarsi della granarolo?