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La fibromialgia è una patologia autoimmune?

Scritto da Leonardo Debbia il 29.07.2021

Una nuova ricerca di studiosi del King’s College di Londra ha dimostrato che molti dei sintomi della sindrome fibromialgica (FMS) sono causati da anticorpi che aumentano l’attività dei nervi sensibili al dolore in tutto il corpo.

Secondo questi studiosi la fibromialgia è una patologia che interessa il sistema immunitario, piuttosto che, come erroneamente ritenuto fino ad oggi, un malfunzionamento di alcune regioni del cervello.

fibromialgia

Lo studio è stato portato avanti dall’Istituto di Psichiatria, Psicologia e Neuroscienze (IoPPN) del King’s College di Londra, in collaborazione con l’Università di Liverpool e il Karolinska Institutet di Solna, Svezia.

I risultati, resi noti nei giorni scorsi dal Journal of Clinical Investigation, hanno dimostrato che la fibromialgia è una malattia del sistema immunitario e non una disfunzione da ricondurre ad un’origine cerebrale.

E’ stato rilevato sperimentalmente che l’aumento della sensibilità al dolore, la debolezza muscolare, la riduzione dei movimenti e il numero ridotto di piccole fibre nervose della pelle – tutte caratteristiche tipiche della FMS – sono sintomi provocati da anticorpi del paziente.

La ricerca è stata effettuata su cavie cui erano stati iniettati anticorpi di persone affette da FMS, osservando che gli animali sviluppavano rapidamente una maggiore sensibilità alla pressione ed al freddo, nonché una riduzione del movimento.

Al contrario, i topi in cui sono stati iniettati anticorpi di persone sane, non venivano colpiti da alcun disturbo di questo genere.

I ricercatori hanno poi rilevato che nei topi cui erano stati iniettati anticorpi della fibromialgia si è avuta, dopo poche settimane, una remissione della sintomatologia fibromialgica allorchè gli anticorpi erano stati eliminati dai loro organismi.

Quest’ ultima reazione si è rivelata di fondamentale importanza perchè suggerisce che le terapie che riducono gli anticorpi nei pazienti possono essere quindi efficacemente utilizzate.

Ci si chiederà a quali terapie si dovrà ricorrere e quali tempi dovremo attendere. Ebbene, le terapie esistono già, ma vengono, al momento, utilizzate solo per il trattamento di altri disturbi causati da autoanticorpi, vale a dire dagli anticorpi prodotti dallo stesso organismo.

“Le implicazioni di questo studio sono realmente profonde”, dichiara il dr David Andersson, ricercatore principale del King’s IoPPNP. “Giungere a stabilire che la fibromialgia è una malattia autoimmune getta una nuova luce sulla patologia e incoraggia a mettere in atto nuovi mezzi terapeutici”.

Le attuali stime suggeriscono che nel mondo almeno una persona su 40 sia affetta da FMS, di cui una percentuale pari all’ 80 per cento sono donne. I disturbi caratteristici vanno dai dolori diffusi in tutto il corpo ad affaticamento fisico e mentale (quest’ultimo spesso indicato come ‘nebbia fibrosa’), in associazione a disturbi emotivi e angoscia.

La prof.sssa Camilla Svensson, ricercatrice dello studio del Karolinska Institute, dichiara: “Abbiamo osservato che gli anticorpi di persone con FMS che vivono in due paesi diversi, Regno Unito e Svezia, hanno dato risultati simili, il che avvalora la validità della nostra ricerca. Il prossimo passo sarà quello di individuare quali fattori legano gli anticorpi sintomatici e quindi riuscire ad instaurare una ricerca diagnostica attraverso esami del sangue che attualmente non esistono come indicativi della malattia”.

Per una corretta informazione è doveroso ricordare che giusto un anno fa in uno studio tutto italiano, condotto dal prof. Claudio Lunardi, dell’Università di Verona e dal prof. Antonio Puccetti, del Dipartimento di Medicina sperimentale presso l’Università di Genova, erano stati indagati i percorsi molecolari che potevano sottendere all’insorgenza della patologia fibromialgica, chiamando in causa fattori autoimmuni di cui era stata sospettata la responsabilità.

“La fibromialgia è una condizione particolarmente difficile da diagnosticare e gestire perchè le sue cause sono sconosciute”, rammenta il dr Craig Bullock, del Research Discovery and Innovations Lead dell’Istituto di beneficenza Versus Arthritis, Regno Unito. “Questa ricerca mostra chiaramente che gli anticorpi svolgono un ruolo cruciale di questa condizione. Anche se saranno necessari ulteriori indagini, tuttavia questo studio rappresenta per i pazienti di FMS la speranza di trovare un trattamento efficace in un futuro relativamente prossimo”.

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