Secondo studio giapponese trascorrere almeno otto ore al giorno fissando lo schermo del computer potrebbe alterare i fluidi lacrimali, provocando secchezza degli occhi.Lo studio è stato pubblicato su JAMA Oftalmology.

Occhio umano – fonte wikipedia
I ricercatori della Scuola di Medicina alla Keio University di Tokyo, in Giappone hanno esaminato i fluidi lacrimali dai entrambi gli occhi di 96 impiegati giapponesi misurando la presenza di MUC5AC, una proteina secreta dalle cellule della palpebra superiore che forma una “film lacrimale” che mantiene l’occhio umido. Quando la quantità di MUC5AC scende sotto il livello normale si crea secchezza dell’occhio.
“Per capire l’affaticamento degli occhi dei pazienti, che è uno dei sintomi principali della malattia dell’occhio secco, è importante prestare attenzione alla concentrazione di MUC5AC in lacrime,” ha spiegato a Reuters Health il Dott. Yuichi Uchino, autore principale dello studio e oculista presso la Scuola di Medicina alla Keio University.
I sintomi della secchezza degli occhi per la maggior parte delle persone non sono particolarmente importanti, ma se non trattata, può diventare dolorosa e portare a complicazioni e la diminuzione della qualità della vita. I sintomi più comuni osservati oltre la sensazione di bruciore sono una maggiore irritazione e affaticamento degli occhi, sensibilità alla luce, eccessiva lacrimazione e visione offuscata dopo aver fissato qualcosa a lungo. Le persone di età superiore ai 50, le donne e coloro che hanno subito un’operazione agli occhi o sono state sottoposte a radioterapia sono più a rischio.
Grazie ad un questionario a cui i volontari che hanno partecipato alla ricerca hanno risposto, i ricercatori hanno trovato una correlazione diretta del numero di ore trascorse a fissare uno schermo del computer e la quantità di MUC5AC presente nel fluido lacrimale.
Coloro che trascorrono spesso più di otto ore al giorno davanti al computer hanno una quantità minore di MUC5AC rispetto a coloro che ne trascorrono di meno.
Per coloro che lavorano davanti al computer gli esperti consigliano pause frequenti lasciando che lo sguardo possa muoversi su un raggio di visione più ampio.