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Sensore sotto pelle diagnostica ictus preventivamente

Un sensore sviluppato da ricercatori italiani consentirebbe di diagnosticare gli ictus asintomatici

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 27.06.2014

Grazie ad un sensore inserito sottopelle sarà possibile registrare le aritmìe e prevenire gli ictus. il dispositivo è stato creato dai ricercatori dell’Università Cattolica – Policlinico A. Gemelli di Roma insieme ai colleghi del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma e a 55 centri in Europa, Canada e Usa.

Ictus

Il sensore potrebbe essere in grado di rilevare, oltre agli ictus, anche le recidive. Infatti il sensore è in grado di scoprire le aritmìe invisibili, quelle più pericolose perchè non rilevabili e riconoscibili.

Spiegano gli esperti che il “sensore” sottopelle registra aritmie “invisibili” e può aiutare a prevenire gli ictus. Infatti esiste una percentuale di casi di ictus riconducibili a questi fenomeni e che potrebbero essere prevenuti registrando le aritmìè che precedono gli eventi. Le aritmìe vengono dette “parossistiche” perché non hanno conseguenze e non producono sintomi.

I risultati della sperimentazione condotta dal professor Tommaso Sanna, Cardiologo presso il Dipartimento di Scienze Cardiovascolari del Policlinico A. Gemelli diretto dal professor Filippo Crea, in collaborazione con il Profesor Vincenzo Di Lazzaro, attualmente responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Neurologia presso il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma è stata illustrata in un articolo pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine.

Il piccolo dispositivo viene già utilizzato per altre patologie, è più piccolo di una penna USB e viene impiantato in anestesia locale.

Il dispositivo è collegato con un telecomando attraverso il quale ci si può monitorare. Una spia rossa indica le condizioni di pericolo e grazie alla segnalazione la persona può recarsi tempestivamente in ospedale. Inoltre l’apparecchio è in grado di inviare l’elettrocardiogramma via telefono. Una volta giunto in ospedale il medico conoscerà già il modo migliore per intervenire.

In Italia sono un quarto di coloro che sono colpiti da ictus guarisce completamente. La metà non è più autosufficiente. Le principali cause d’insorgenza dell’ictus sono l’ipertensione arteriosa, le cardiopatie, il diabete mellito, l’ipercolesterolemia, il fumo di sigaretta e la stenosi delle carotidi, cioè delle arterie più importanti che portano il sangue al cervello.

L’ictus ‘criptogenetico’ appare senza nessun sintomo: in questi casi sia il paziente che il medico hanno poco tempo per capire di che si tratta e agire tempestivamente.

Sono fra i 40 e gli 80mila in Italia ogni anno e si tratta di una percentuale fra il 20 e il 40% di coloro che sono colpiti in Italia anche da altri tipi di ictus.

Fra le cause degli ictus asintomatici proprio la fibrillazione atriale che aumenta da 4 a 5 volte il rischio di avere un ictus ischemico e ciò vale sia per la fibrillazione atriale parossisitica (cioè che si risolve spontaneamente), persistente (che si interrompe a seguito di un trattamento di cardioversione), o permanente (che non può più essere interrotta).

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