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Sigarette elettroniche: cosa succede nel Regno Unito?

Dopo l'allarme per i metalli pesanti contenuti nei liquidi delle sigarette elettroniche in Italia, anche in Gran Bretagna si ipotizzano soluzioni per la gestione del fenomeno: una vorrebbe che diventassero farmaci

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 17.06.2013

Il problema delle sigarette elettroniche non è solo italiano, ma anche britannico. Qui sono diverse le azioni in corso e differenziati i pareri delle diverse categorie.

Se una volta in Gran Bretagna le sigarette elettroniche erano pensato come strumento per perdere il vizio del fumo, oggi moltissime istituzioni pubbliche e private ne stanno vietando l’uso.

I divieti arrivano mentre la Healthcare Regulatory Agency ne ha chiesto l’uso e la relativa licenza come farmaci a partire dal 2016. Le associazioni dei consumatori sono preoccupati dalla nuova dipendenza e chiedono che la sigaretta elettronica sia vietata come quella tradizionale, soprattutto nei luoghi di lavoro.

Fumo

Inoltre secondo alcuni esperti in Gran Bretagna potrebbe addirittura succedere che la sigaretta elettronica potrebbe essere utilizzata come “seconda sigaretta”, in aggiunta a quella tradizionale, da fumare dove quella tradizionale è vietata. Alcune aziende e compagnia, si aeree che dei treni hanno vietato la sigaretta elettronica perchè non distinguendosi facilmente da quella tradizionale, l’uso potrebbe autorizzare le persone a fumare dove è vietato perchè vedono altri che lo fanno.

A queste motivazioni si aggiungono quelle prettamente inerenti la sicurezza dei dispositivi, e qui le aziende sono concordi:quando saranno noti dati più chiari le norme potranno essere riviste.

All’ Abertay University, intanto, gli studenti che fumano le sigarette elettroniche subiscono la stessa pena di coloro che fumano le sigarette di tabacco.

Un portavoce dell’Università ha dichiarato: “Recenti modifiche alla nostra politica sul fumo a riguardo dell’e-sigarette sono state fatte seguendo il punto di vista della British Medical Association e dell’Organizzazione mondiale della sanità. Entrambe queste organizzazioni dicono che non ci sono prove sufficienti in entrambi i casi per determinare se le e-sigarette siano migliori per la salute o meno. Tenendo presente questo, abbiamo pensato che sarebbe stato meglio peccare per eccesso di cautela.”

In Scozia la scorsa settimana 13 direttori sanitari hanno chiesto di equiparare le sigarette elettroniche a quelle tradizionali, ma i sostenitori sostengono che i dispositivi non nuocciano alla salute. Le lobby anti-fumo scozzesi sostengono inoltre che le sigarette elettroniche possano giocare un ruolo come aiuto per perdere il vizio.

Sono circa 1,3 milioni i britannici che usano le e-sigarette come alternativa alle sigarette tradizionali. Al momento, tuttavia, i livelli di nicotina variano notevolmente da lotto a lotto, sollevando preoccupazioni per il controllo della qualità.

Jeremy Mean della Medicines and Healthcare Products Regulatory Agency ha dichiarato: “La decisione del governo di lavorare perchè questi prodotti debbano avere la licenza di farmaci è pensata per fornire prodotti di qualità che sosterranno i fumatori per ridurre il fumo e smettere … Non si tratta di vietare i prodotti che alcune persone trovano utili, si tratta di fare in modo che i fumatori abbiano una valida alternativa sulla quale possano fare affidamento per soddisfare le loro esigenze. ”

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