Un metodo efficace e tempestivo per diagnosticare il cancro del colon-retto è rimasta una chimera per molti anni. Ma oggi un testo sul respiro, simile ad un test di alcolemia, potrebbe rendere più facile diagnosticare il cancro del colon, secondo un nuovo studio apparso sul British Journal of Surgery.

Gli autori hanno reclutato 78 persone per il loro studio; di questi 37 avevano il cancro del colon e 41 fungevano da gruppo di controllo. I ricercatori hanno scoperto che le persone con il cancro del colon-retto avevano una composizione di sostanze chimiche che erano legate all’attività del tumore nel loro respiro.
Gli investigatori hanno raccolto il respiro esalato in un sacchetto inerte di tutti i partecipanti allo studio. Hanno poi analizzato i campioni di aria espirata utilizzando un modello statistico, e individuato i pazienti che avevano il cancro al colon al 76%.
Il dottor Donato Altomare e il suo team di ricerca della Università Aldo Moro di Bari, Italia ha esaminato la fattibilità di un test del respiro. Hanno trovato 15 composti organici volatili (COV) che differivano in modo chiaro tra i due gruppi.
”Abbiamo lavorato per due anni, guidati dal principio che il cancro del colon retto lascia tracce nel sangue e queste tracce passano nell’aria che espiriamo attraverso gli alveoli”. ha detto Gianluigi De Gennaro, direttore scientifico della Rete Voc and Odor, dove è stata messa a punto la scoperta.
Questo è solo un piccolo passo nel tentativo di creare un test del respiro per identificare il cancro del colon. Tuttavia, è troppo presto per sapere se questo test sarebbe realizzabile nel mondo reale, o se i falsi positivi sarebbero un rischio.
Un’altra domanda che i ricercatori si fanno è se il test sia in grado di riconoscere le persone con i polipi del colon.
Gli autori sottolineano che c’è ancora molto lavoro da fare, e non è ancora chiaro quali prodotti chimici rdel espiro dovrebbero essere valutati o quale specifico metodo statistico sia più accurato per eliminare i casi di cancro al colon.
Il passo successivo è quello di testare questo processo in un trial clinico. Se in futuro questo metodo potrà essere utilizzato, eliminerà molto dolore e disagio associati ai processi di screening attuali.
Ritengo che tutte le patologie del corpo umano possono essere rilevate o diagnosticate attraverso il respiro. La ricerca può mettere a punto le tecniche. Ma questo tipo di ricerca non viene finanziato perché non conviene a chi sulla malattia ha fondato un’industria: quella farmaceutica.