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Trovato il nascondiglio dell’HIV: il midollo osseo

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 09.05.2010

Sezione stilizzata del virus dell'HIVBersagliare questa riserva di cellule latenti potrebbe aprire la strada a nuovi trattamenti

USA – Scienziati dell’Universita del Michigan hanno identificato un nascondiglio inaspettato per le cellule infette dall’HIV, che può servire come fabbrica per nuove infezioni.  La scoperta, che è apparsa il 7 marzo su Nature Medicine, indica un nuovo obbiettivo per la cura della malattia in modo da evitare che coloro che hanno contratto il virus debbano assumere medicine contro l’AIDS per tutta la vita.

“I farmaci antivirali sono efficaci per tenere il virus latente. Tuttavia, una volta che la terapia viene interrotta il virus torna a diffondersi nell’organismo,” dice l’autore principale dello studio, Kathleen L. Collins, medico e professore associato in Medicina Interna, Microbiologia e Immunologia presso l’Università del Michigan.

Nelle persone infette da HIV, il virus che causa l’AIDS, c’è un problema irrisolto nella somministrazione degli attuali farmaci antivirali. Anche se riescono a sopravvivere, non riescono tuttavia a sradicare dal loro corpo l’infezione. Le cellule infette sono in grado di vivere nel corpo senza essere individuate dal sistema immunitario, e sono causa di un ritorno della malattia nel caso di interruzione delle terapie.

La nuova ricerca ha mostrato che il midollo osseo, che prima si pensava resistente al virus, può contenere forme latenti di infezione. Queste infezioni, inoltre, non sono sensibili ai farmaci antivirali attuali.

“Questa scoperta è importante perché aiuta a spiegare perché è così difficile curare questa malattia,” dice Collins. “Per curare la malattia definitivamente, dobbiamo sviluppare strategie specifiche per bersagliare queste cellule infette”

“Attualemnte le persone devono prendere farmaci antivirali per la loro intera esistenza per controllare l’infezione. Sarebbe più semplice trattare i pazienti per qualche mese, o al massimo per qualche anno, per mettere sotto controllo l’infezione. Ma con i mezzi attuali dobbiamo trattarli per tutta la vita, ed è questo è un grande problema nei paesi in via d isviluppo.”

Prelevando campioni di tessuto, i ricercatori dell’Università del Michigan hanno individuato il genoma dell’HIV nel midollo osseo di persone trattate efficacemente con farmaci antivirali da più di sei mesi.

Mentre nuovi studi sono necessari per dimostrare che le cellule pluripotenti del midollo contengano effettivamente il virus dell’HIV, lo studio conferma che possono essere colpite dal virus le cellule che non si sono ancora specializzate con funzioni del sistema immunitario. Prima di specializzarsi, queste cellule vengono probabilmente uccise dal virus che, in questo modo, si diffonde in nuove cellule del midollo.

“Questa scoperta mostra che l’HIV infetta queste cellule e ciò ha chiare connessioni con la malattia, in quanto alcune di queste cellule possono vivere molto a lungo, mantenendo in uno stadio latente il virus per un lungo periodo di tempo. E proprio da qui possono partire le nuove infezioni.”

La nuova ricerca fornisce una vista d’insieme su come l’HIV sopraffà il sistema immunitario e danneggia la capacità del corpo di autocurarsi. E’ come se un omicida si nascondesse in una caserma di polizia.

In tutto il mondo più di 30 milioni di persone sono infette da HIV, inclusi milioni di bambini. Miglioramenti sono stati fatti a partire dal 1990 sul modo in cui questa malattia viene trattata, che ha portato ad una riduzione tra l’85% e il 90% della mortalità.

“I farmaci ora disponibili per trattare la malattia la rendono cronica e non più mortale.” dice Collins. “La cronicizzazione dell’AIDS ha avuto un grosso impatto sulla qualità della vita dei malati, tuttavia solo il 40% delle persone infette dal virus nel mondo riceve farmaci antivirali.”

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