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Carmona: la finestra della Tomba dell’Elefante illuminava il dio Mitra

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 14.05.2013

Nuove scoperte sulla Tomba dell’Elefante rivelano che la struttura, che fino ad oggi era ritenuta una necropoli romana, era in realtà originariamente un tempio dedicato al culto Mitraico, una religione misterica apparsa fra il I e il II secolo a. C.

La Tomba dell’Elefante, a Carmona, non è stata sempre utilizzata per le sepolture. Studiando la struttura e la funzione di una finestra i ricercatori hanno scoperto che la tomba era un tempio dedicato al dio Mitra. Dalla finestra, infatti, negli equinozi entrava la luce che andava ad illuminare probabilmente la statua del dio. Il Mitraismo era considerata una religione ufficiale durante l’Impero Romano. Secondo i ricercatori la posizione in cui si trovano la costellazione del Toro e dello Scorpione durante gli equinozi rafforza la teoria. 

La finestra dalla quale, durante i solstizi, penetrava la luce che colpiva la statua del dio Mitra.    Crediti: University Pablo Olavide

La finestra dalla quale, durante i solstizi, penetrava la luce che colpiva la statua del dio Mitra. Crediti: University Pablo Olavide

La necropoli, utilizzata per le sepolture tra il I e il II secolo dopo Cristo, viene detta “dell’Elefante” perchè all’interno è stata ritrovata una statua di elefante. 

Gli archeologi della Università di Pablo de Olavide (Siviglia, Spagna) hanno condotto un’analisi dettagliata della struttura, identificando quattro fasi in cui l’edificio è stato ristrutturato, acquistando così diversi usi.

“In alcune fasi, è stato utilizzato per scopi funerari, ma la sua forma e un’analisi archeo-astronomica suggeriscono che originariamente era stato progettato e costruito per contenere un Mitreo”, come spiegato a SINC da Inmaculada Carrasco, uno degli autori dello studio.

Carrasco e il suo collega Alejandro Jiménez hanno concentrato i loro studi su una finestra della camera principale, costruita durante la prima fase. Studi precedenti avevano già suggerito che lo scopo della finestra non era quello di far entrare la luce, ma la funzione era piuttosto simbolica e spirituale.  

“Dalla nostra analisi abbiamo dedotto che la finestra è stata posizionata in modo che i raggi del sole raggiungessero il centro della camera durante gli equinozi, in primavera e in autunno, tre ore dopo il sorgere del sole”, spiega Carrasco.

Gli autori ritengono che in quel momento la statua della tauroctonia, la statua di Mitra che uccide il toro (che è andata perduta), venisse illuminata.

Inoltre, durante il solstizio d’inverno e d’estate, il sole illuminava le pareti nord e sud rispettivamente.

La posizione dei corpi celesti in quel momento nel 2 ° secolo rafforza la teoria che l’edificio sia stato costruito per il culto mitraico, perchè era una religione che dava molta  importanza alle costellazioni.

Le costellazioni del Toro e dello Scorpione sono di particolare importanza per i Mitraici. L’immagine principale del culto è infatti quella del dio Mitra che uccide un toro, e nella maggior parte di queste immagini c’è anche uno scorpione che punge i testicoli dell’animale.

Altri elementi rafforzano la teoria: infatti l’architettura dell’edificio originale ha delle somiglianze con altre costruzioni di Mitra.

Carrasco ha spiegato che si tratta di “una struttura sotterranea, con una stanza divisa in tre camere, con un tempio o altare illuminato dalla finestra. La presenza di una fontana è anche altamente significativa in quanto le fontane si trovano comunemente nei mitrei”.

Secondo gli autori, dopo essere stato un tempio mitraico, l’edificio è stato ristrutturato tre volte, con funzioni più in linea con quelle di una necropoli. Una camera sepolcrale è stata costruita e in un secondo momento, il tetto è stato rimosso, lasciando aperti i cortili. In ultimo è stata utilizzata come area per le sepolture.

Tuttavia, ci sono alcune obiezioni alla teoria che si trattasse di un tempio mitraico in quanto si trova in una necropoli, un luogo insolito per gli immobili adibiti a questo culto che sono stati più spesso in ambienti domestici, urbani o rurali.

“Un caso simile è quello di Sutri (Italia), dove il Mitreo si trova alla periferia della città. La struttura a Carmona è in uno spazio polifunzionale, da cui Cadice si collega a Roma tramite la Via Augusta, vicino all’anfiteatro e il circo, e di conseguenza quella sulla posizione del tempio non dovrebbe essere considerata una obiezione”  ha concluso Jiménez.

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