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I ‘Cerchi delle fate’ scoperti in Australia

Scritto da Leonardo Debbia il 06.04.2016

Si riteneva che gli strani, sconcertanti lembi sterili di terra di forma circolare, distribuiti in schemi regolari sugli aridi prati della Namibia, fossero unici al mondo, nel loro genere.

Ora invece, un nuovo studio, riportato sulla rivista americana Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), mostra che non è così.

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Un ampio ‘cerchio delle fate’ con uno strato di suolo indurito che impedisce la crescita dell’erba. In Australia questi ‘cerchi’ hanno diametri medi di 4 metri, ma alcuni arrivano anche oltre i 7 metri (crediti: dr Stephan Getzin)

Lavorando con colleghi israeliani e australiani, Stephan Getzin, ecologo del Centro Helmholtz per la Ricerca ambientale (UFZ) di Lipsia, esperto studioso del fenomeno, ha scoperto che analoghe strutture sono osservabili nell’entroterra australiano, quasi disabitato.

Le indagini effettuate hanno fornito nuove prove per ritenere che questi ‘Fairy circles’ o ‘Cerchi delle fate’ potrebbero essere collegati al modo in cui le piante si organizzano in risposta alla carenza d’acqua.

Getzin ha saputo dell’esistenza del fenomeno in Australia dalla foto che un collega australiano gli ha inviato: una ripresa aerea della regione circostante la città di Newman, in cui si potevano osservare modelli vegetali molto simili ai ‘Fairy circles’ della Namibia, finora rinvenuti soltanto in quella regione.

Nel mondo scientifico esistono varie teorie sulle modalità di formazione di questi strani schemi vegetali.

Alcuni li hanno attribuiti all’opera di termiti e formiche che rosicchierebbero le radici delle erbe e delle piante giovani.

Per altri studiosi sarebbero dovute ad emissioni di monossido di carbonio che, sprigionato dall’interno della Terra in corrispondenza dei cerchi, eliminerebbe la vegetazione.

Una terza teoria ritiene che questi terreni aridi si formerebbero in maniera del tutto spontanea, in determinate condizioni legate alla mancanza d’acqua.

La quantità d’acqua disponibile al passaggio tra il deserto e i pascoli non sarebbe infatti sufficiente perchè potesse realizzarsi una copertura vegetale continua e allora le singole piante entrerebbero in competizione per l’acqua, organizzandosi nel caratteristico tappeto erboso costellato di buchi.

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I ‘Fairy circles’ ripresi in Australia (foto: Kevin Sanders)

 

Getzin ha sostenuto per anni questa terza teoria, confortato dalle osservazioni aeree che hanno contribuito a rafforzarne il convincimento.

In studi precedenti lo scienziato ha analizzato la posizione precisa di questi cerchi.

“Il fatto interessante – osserva – è che questi ‘Fairy circles’ sono sparsi con grande regolarità anche su vaste aree, ma sono presenti soltanto all’interno di una cinta di piogge scarse”.

E’ suo parere che questo modello, somigliante alla struttura a sei lati dei favi delle api, molto probabilmente è da porsi in relazione con la competizione per l’acqua.

“Gli ecologi non sono d’accordo sul fatto che le piante delle zone aride siano in grado di organizzarsi, ma in Fisica si ritrovano i principi teorici per questi modelli”.

Alcuni scienziati sono scettici perché le zone aride sono molte al mondo e, ciononostante, solo in Namibia si trovavano queste strutture.

Così, Getzin si è entusiasmato oltremodo per la foto giuntagli dall’Australia, che poteva convalidare la sua teoria.

Assieme al collega israeliano Hezi Yizhaq, si è precipitato in Australia, scatenandosi nelle indagini.

I due ricercatori hanno misurato i cerchi, confrontato le temperature superficiali tra le aree deserte e la vegetazione e rilevato la presenza di termiti e formiche in quattro parti diverse della regione.

Osservando il drenaggio delle acque da queste aree, hanno prelevato campioni di terreno da analizzare in laboratorio.

A tutto questo, hanno aggiunto valutazioni di immagini aeree, analisi statistiche dei modelli di paesaggi e simulazioni al computer.

Tirando le somme, si sono convinti che i ‘Fairy circles’ australiani seguivano gli stessi schemi di quelli esistenti in Namibia, a 10mila chilometri di distanza.

Le termiti trovate, poche e di specie completamente diverse dalle africane, hanno fatto scartare la teoria relativa alla presenza di insetti.

Le erbe dominanti, del genere Triodia, trovate nelle immediate vicinanze dei cerchi, formavano qui anche altri modelli, tipici di luoghi siccitosi, come strisce e labirinti.

 

Il terreno argilloso australiano non protetto dalla vegetazione si indurisce talmente per le temperature elevate che diventa impermeabile all’acqua, che vi scorre sopra e va a depositarsi

nel restante suolo intorno, dove esiste vegetazione.

Il sistema alimenta poi se stesso, infoltendo la vegetazione solo dove già è presente.

Anche se i suoli australiani e della Namibia sono molto diversi, pur tuttavia producono lo stesso modello di vegetazione perché entrambi i sistemi di difesa vengono attivati dalla stessa instabilità.

Getzin intende proseguire nella ricerca di altre zone aride nel mondo, nella convinzione che esistano altri ‘Fairy circles’ da scoprire.

 

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