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Il clima ha contribuito alla scomparsa dei vichinghi della Groenlandia

Scritto da Paolo Ferrante il 01.06.2011
I Norse sono gli artefici di questa chiesa in Groenlandia

I Norse sono gli artefici di questa chiesa in Groenlandia

I Norse erano una popolazione di origini scandinave che colonizzò Islanda, Groenlandia, zone della Gran Bretagna e che compieva razzie in lungo e in largo per l’Europa del Nord. La tecnologia navale all’avanguardia ha permesso loro di raggiungere addirittura l’attuale Canada, in cui ci sono chiare tracce di alcuni insediamenti Norse. Ma la storia dei Norse della Groenlandia è meno avvincente. Essi raggiunsero la fredda isola prima dell’anno mille e resistettero per circa 4 secoli, prima di scomparire nel nulla. Oggi alcuni ricercatori attribuiscono questo tragico evento al clima rigido che dovettero affrontare.

La fine degli insediamenti Norse in Groenlandia probabilmente rimarrà avvolta nel mistero. Mentre vi sono scarse prove scritte della scomparsa della colonia tra il 1300 e il 1400, i resti archeologici possono fornire qualche prova in più sulla scomparsa di questo insediamento nella parte ovest della Groenlandia.

Quello che i climatologi sono stati in grado di accertare è che che un’ondata estesa di freddo, denominata Piccola Era Glaciale, ha attanagliato la Groenlandia – come tutto il nord Europa – a partire dal 1400. Questo evento è stato citato come una delle principali cause della scomparsa della colonia norvegese in Groenlandia. Ora i ricercatori guidati dalla Brown University hanno individuato il ciclo di stagioni fredde che in pochi decenni ha minato la sopravvivenza dei vichingi della Groenlandia. I loro risultati compariranno in Proceedings of the National Academy of Sciences.

La scoperta degli scienziati della Brown deriva dalla prima ricostruzione di 5.600 anni di storia del clima di due laghi presso Kangerlussuaq, vicino all’insediamento occidentale dei Norse. A differenza dei campioni di ghiaccio prelevati da centinaia di ghiacciai della Groenlandia alcuni chilometri verso l’interno, i nuovi carotaggi riflettono la temperatura dell’aria in cui vivevano i vichinghi, così come i Saqqaq e i Dorset, le popolazioni dell’Età della Pietra che li hanno preceduti.

“E’ la prima volta che effettuiamo carotaggi in Groenlandia esplicitamente per comprendere il clima in cui viveva questo inseiamento di europei misteriosamente scomparso,” ha detto William D’Andrea, primo autore dello studio, che ha conseguito il dottorato in scienze geologiche alla Brown e ora è un ricercatore post-dottorato presso l’Università del Massachusetts,  Amherst. “E guardando i risultati, possiamo confermare che c’è una tendenza al raffreddamento del clima nella regione prima che i Norvegesi scomparissero.”

“La storia mostra quanto rapidamente la temperatura è cambiata nella regione e di quanto”, ha detto il co-autore Yongsong Huang, professore di scienze geologiche alla Brown, ricercatore principale del progetto finanziato dalla NSF. “E’ interessante considerare come il rapido cambiamento climatico potrebbe avere inciso sulle società del passato, soprattutto alla luce dei rapidi cambiamenti che avvengono oggi.”

D’Andrea ricorda che il clima non è l’unico fattore  che ha causato la scomparsa dell’insediamento norvegese. Lo stile di vita sedentario dei Vichinghi, il ricorso ad un’agricoltura e  all’allevamento di animali come polli, pecore e capre (mucche e maiali non riuscirono a sopravvivere al clima rigido), la dipendenza dal commercio con la Scandinavia e le relazioni non proprio amichevoli con i vicini e combattivi Inuit, sono tutti fattori che hanno contribuito al fallimento di questi insediamenti. Inoltre, il mancato adattamento alle risorse alimentari locali è davvero imbarazzante. I Norse, infatti, non mangiavano pesce, in una zona dove il mare pullula letteralmente di pesce, che invece gli Inuit avevano imparato a pescare.

Eppure, nonostante queste stravaganze, sembra che il clima abbia giocato un ruolo significativo. I Vichinghi arrivarono in Groenlandia nel 980 d.C., realizzando una serie di piccole comunità lungo la costa ovest. Un’altra comunità, chiamata “Insediamento orientale”, era in realtà anch’essa situata sulla costa occidentale, ma più a sud nell’isola. L’arrivo è coinciso con un periodo in cui il clima era relativamente mite, simile a quello che oggi c’è in Groenlandia. Tuttavia, a partire dall’anno 1100, il clima iniziò un periodo di 80 anni in cui le temperature si ridussero di 4 gradi Celsius, dicono gli scienziati della Brown osservando i carotaggi dei laghi vicini. Mentre un tale raffreddamento non può essere considerato precipitoso, soprattutto in estate, il clima potrebbe avere inaugurato una serie di sfortune, tra cui stagioni agricole più brevi, erba meno disponibile per il bestiame e ghiacci marini più  numerosi, che potrebbero avere bloccato il commercio.

“All’inizio avevano estati lunghe e tiepide,  e poi improvvisamente, di anno in anno, è iniziata questa tendenza al raffreddamento, e le estati sono state sempre più brevi e più fredde. Potete immaginare quanto uno stile di vita basato sull’allevamento diventi presto insostenibile”, ha detto D’Andrea.

Reperti archeologici e documenti scritti mostrano che la fine dell’insediamento occidentale avvenne in qualche punto del XIV secolo, probabilmente intorno alla metà del 1300. L’insediamento orientale si ritiene sia scomparso nei primi due decenni del 1400, giusto 60-70 anni prima della “riscoperta” dell’America da parte di Cristoforo Colombo.

I ricercatori hanno anche esaminato come il clima abbia influenzato i popoli Saqqaq e Dorset. Il Saqqaq erano arrivati in Groenlandia intorno al 2500 a.C., e ci furono sbalzi di caldo e freddo per secoli dopo il loro arrivo senza che questo provocasse particolari problemi. Poi, intorno all’850 a.C., ci fu un periodo di freddo intenso che ha causato la scomparsa di questa civilta, secondo i ricercatori. “C’è stato un cambiamento climatico importante in quel momento”, ha detto D’Andrea. “Sembra che non fu tanto la velocità del raffreddamento, quanto la sua ampiezza. Il clima diventò molto più freddo.”

L’uscita di scena dei Saqqaq coincise con l’arrivo dei Dorset, che erano più abituati alla caccia e alla pesca nel ghiaccio marino. Eppure, intorno al 50 a.C., la cultura Dorset è scomparsa dalla parte occidentale della Groenlandia, nonostante la grande affinità al clima freddo che i reperti archeologici hanno mostrato. “E’ possibile che sia stato il freddo, ma forse c’è  stato qualcosa in in più” ha detto D’Andrea.

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  • Ennio scrive:

    Beh questo la dice lunga sull’isteria collettiva odierna sui cambiamenti climatici di cui si da colpa solo alla moderna civilta dei consumi.Il clima è sempre cambiato indipendentemente dalla presenza dell’uomo sulla Terra.Perchè mai non dovrebbe cambiare?Sarebbe più strano se restasse immutato nei secoli.Questo non significa che non dobbiamo combattere l’inquinamento e soprattutto la sovrapopolazione sulla Terra.Tuttaltro

  • Piero Iannelli scrive:

    Bello :
    “..soprattutto alla luce dei rapidi cambiamenti che avvengono oggi.”

    Sembrerebbe vero.