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Incontro ravvicinato con uno strano e antico asteroide

Scritto da Giulia Chiarenza il 27.10.2011
Asteroide Lutetia

L'Asteroide Lutetia potrebbe avere un nucleo metallico ancora caldo

Il 10 luglio 2010, a 450 milioni di km dalla Terra, Rosetta, una sonda dell’European Space Agency (ESA), si è avvicinata a 21 Lutetia, l’asteroide più grande finora mai avvistato. Questo asteroide sembra essere un vero e proprio fossile che racchiude la genesi del nostro sistema solare.

La sonda ha fornito ai ricercatori un resoconto dettagliato sull’asteroide di proveniente dalla fascia principale del nostro Sistema Solare e le immagini ravvicinate hanno rilevato crepe e crateri sulla superficie di Lutetia, che provano che la storia dell’asteroide sia piuttosto lunga e travagliata.

Un team internazionale di scienziati ha analizzato le immagini e ha scoperto che al di sotto dello strato esterno freddo e pieno di crepe e crateri, l’asteroide potrebbe racchiudere un nucleo caldo di metallo fuso.

Le ricerche pubblicate su tre riviste specializzate questa settimana mostrano chiaramente che questo particolare asteroide non ha niente a che vedere con gli altri piccoli asteroidi individuati precedentemente da Rosetta.

Infatti Lutetia sembra più un planetesimo – un oggetto roccioso primordiale alla base della formazione dei pianeti come la Terra – piuttosto che il frammento di un asteroide più grande o un aggregato di detriti.

Questa distinzione è fondamentale poiché i planetesimi sono in grado di fornire inestimabili informazioni sulla nascita del nostro Sistema Solare.

Secondo Benjamin Weiss, professore associato di scienze planetarie al MIT, un nucleo fuso giustificherebbe l’intrinseca diversità dell’asteroide rispetto alla maggior parte della fascia principale di asteroidi.

“Potrebbero esistere diversi corpi celesti con nuclei così singolari che non abbiamo finora notato, perché ricoperti da superfici non-fuse. La fascia di asteroidi potrebbe essere molto più interessante di quanto sembra. Le superfici ingannano.”

Al contrario il Rosetta Team – guidato da Holger Sierks del Max-Planck Institute for Solar System Research and Martin Pätzold del Rheinisches Institut für Umweltforschung,entrambi in Germania – sostengono che Lutetia sia estremamente denso.

Holger Sierks e i suoi colleghi hanno utilizzato le immagini ottenute tramite l’Optical, Spectroscopic and Infrared Remote Imaging System (OSIRIS) durante l’avvicinamento per studiare la superficie di 21 Lutetia e calcolarne il volume. Gli scienziati stimano che l’asteroide sia lungo circa 121 km e largo circa 101, e descrivono la superficie di 21 Lutetia ricoperta di un denso strato di regolite. Ipotizzano anche che 21 Lutetia abbia mantenuto la sua struttura interna primordiale ancora intatta.

In un altro studio, Martin Pätzold e altri colleghi hanno stimato la massa dell’asteroide pari a circa 212 libbre per piede cubico (3400 kg per metro cubo), effettivamente una delle densità più elevate calcolate finora per un asteroide. Infine, Angioletta Coradini e altri colleghi utilizzando il Visible Infrared and Thermal Imaging Spectrometer (VIRTIS) di Rosetta, hanno misurato la temperatura di superficie e la composizione. La temperatura massima di superficie registrata è 254 gradi Kelvin (circa -19 gradi centrigradi.

Eppure gli scienziati misurando i crateri e le enormi fratture sulla superficie hanno concluso che l’asteroide sia piuttosto poroso, una costatazione che contraddice le misurazioni sulla densità effettuate dal team stesso – infatti più un oggetto è poroso meno denso dovrebbe essere.

Weiss e i suoi colleghi risolvono questa discordanza sostenendo che probabilmente la roccia contiene un nucleo denso metallico ma anche un interno fuso al di sotto delle spaccature della crosta.

Se invece il nucleo di Lutetia fosse veramente fuso, l’asteroide sarebbe l’unico –conosciuto – ad avere una natura parzialmente differenziata avendo uno strato interno liquefatto coperto da strati progressivamente più freddi.

Tutti questi risultati rendono 21 Lutetia un asteroide particolare che sarà sicuramente oggetto di studio per i prossimi anni. Weiss afferma che sebbene le immagini e le misure di Lutetia forniscano una spiegazione plausibile del suo nucleo ad alte temperature, un campione estratto direttamente dall’asteroide potrebbe essere la prova del nove. Lo scienziato, che fa parte di un team della NASA, sta progettando il lancio di una sonda sull’asteroide nel 2016.

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