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Lo sbadiglio empatico dei cani

I cani sbadigliano e lo fanno più spesso se sbadiglia il proprietario

Scritto da Leonardo Debbia il 12.08.2013

Alla fine dello scorso anno riferimmo di uno studio condotto nel 2009 da parte di due ricercatrici delle Università di Pisa e di Parma sullo sbadiglio contagioso nelle comunità di scimmie bonobo, quelle più vicine al genere Homo, e tra queste e gli esseri umani.

Ora, secondo una ricerca condotta in Giappone, sembra che questo “fenomeno” possa ritenersi esteso ad altri animali.

I cani – osservano gli studiosi – sbadigliano quando vedono un essere umano che sbadiglia, e se a sbadigliare è poi il proprietario, lo sbadiglio di risposta si mostra ancora più frequente, a dimostrazione dell’esistenza di un’empatia tra i due esseri.

Questo è, in breve, il contenuto della ricerca apparsa il 7 agosto scorso sulla rivista PlosONE e che porta la firma di Teresa Romero, del Dipartimento di Scienze Cognitive e Comportamentali presso l’Università di Tokyo.

 Cane_sbadiglio 

Durante la sperimentazione, due dozzine di cani osservavano il loro proprietario, o un’altra persona, mentre questi sbadigliavano. Dalle reazioni, apparivano indotti a mimare il movimento, spalancando anch’essi la bocca.

Inoltre, alle persone coinvolte nell’esperimento era stato chiesto di fare anche altre espressioni del viso, per vedere se i cani avrebbero percepito la differenza.

Se gli sbadigli erano fasulli, “costruiti”, i cani dimostravano la capacità di distinguerli e quindi rispondevano meno frequentemente.

Precedenti ricerche avevano già dimostrato che i cani sono soliti sbadigliare in risposta agli sbadigli umani, ma non risultava chiaro se si trattasse di una risposta dovuta ad uno stress lieve o di una risposta empatica.

I risultati della ricerca suggeriscono che quest’ultima è la vera risposta, anche perchè i cani hanno risposto molto più agli sbadigli genuini dei loro proprietari, rispetto a quelli di un estraneo.

Misure del battito cardiaco hanno inoltre dimostrato differenze significative, il che rende improbabile che i loro sbadigli denotassero una risposta angosciata.

Spiegando il significato dei risultati, Romero dice: “Il nostro studio suggerisce che lo sbadiglio contagioso nei cani è emotivamente collegato in modo simile agli esseri umani. Anche se dal nostro studio non è possibile determinare l’esatto meccanismo alla base, le misure fisiologiche registrate durante lo studio hanno consentito di contrastare l’ipotesi alternativa dello sbadiglio come  risposta angosciata”.

 

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