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Macchina Enigma tedesca rinvenuta sui fondali del Mar Baltico

Scritto da Leonardo Debbia il 07.03.2021

Un gruppo di sommozzatori che operavano per conto del World Wilde Fund for Nature (WWF) per rimuovere reti da pesca rimaste impigliate sul fondo del Mar Baltico, al largo della baia di Geltinger, nel Nord-Est della Germania, ha fatto una scoperta, preziosa quanto inaspettata: una macchina Enigma in uso nella Germania nazista.

La macchina, somigliante in tutto e per tutto ad una macchina per scrivere, veniva utilizzata per la decodificazione dei messaggi inviati dai sommergibili tedeschi ai Comandi navali, oltre che nelle comunicazioni radio tra i vari reparti dell’esercito.

Per quanto riguarda questa ripescata, si è ritenuto che la sua collocazione originaria fosse stata su un sottomarino nazista, affondato nel 1945.

enigma

Della scoperta ne è stata data notizia dall’Agenzia Reuters.

La prima macchina Enigma era stata realizzata nel 1918 da Arthur Scherbius, un ingegnere e matematico tedesco, allo scopo di commercializzare segretamente prodotti industriali, ma l’alto costo ne aveva impedito l’uso.

In funzione della garanzia di sicurezza e delle segretezza offerte e grazie ad un potenziamento dei meccanismi, le forze armate tedesche la utilizzarono durante il periodo nazista, già prima della seconda guerra mondiale.

Senza entrare nei meccanicismi e nei principi che ne regolavano l’uso, basta dire che ad ogni

lettera battuta sui tasti, chi scriveva inviava alla macchina ricevente – in tutto simile alla trasmittente – un messaggio che veniva ‘decodificato’ secondo un programma che elaborava miliardi di combinazioni possibili.

La decodifica, se non si disponeva di una macchina analoga e dei codici d’accesso, era quindi molto difficile.

Della macchina ne furono realizzate diverse versioni, sempre più complesse, nel tentativo di ingannare quanto più possibile i potenziali nemici.

Nel 1932, i matematici polacchi Marian Rejewski e Henryk Zygalski riuscirono però a decifrarla e le informazioni entrarono così in possesso degli Alleati e durante il conflitto, furono un apporto prezioso per carpire le informazioni necessarie sulle operazioni tedesche.

Entrando in possesso di questa macchina e dei codici relativi, gli Alleati, di fatto, riuscirono ad organizzare meglio la difesa dei propri convogli navali dall’attacco dei sommergibili tedeschi, i famigerati U-Boot, che erano stati in grado, fino ad allora, di individuare ed affondare diverse migliaia di navi.

Oggi, il rinvenimento di questa macchina Enigma a Geltinger, come detto in apertura, è stato del tutto casuale, anche se è noto che in quel tratto di mare dovrebbero esser stati affondati circa 200 sottomarini tedeschi.

La macchina, una volta ripulita con acqua distillata per il restauro e la preservazione dalla corrosione dell’acqua di mare, sarà messa in mostra al Museo archeologico di Schleswig, nel nord della Germania, vicino al confine con la Danimarca.

Rimane da osservare che l’interesse per questo genere di apparecchiature è sempre stato alto.

Nel 2017, un esemplare fu venduto per 45.000 euro da un crittografo rumeno, professore di matematica, che l’aveva riconosciuta su una bancarella di un mercatino e acquistata per soli 100 euro.

Ma il prezzo-record lo detiene la macchina Enigma venduta a New York nel 2019 per ben 547.500 dollari, l’equivalente di 480mila euro.

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