Gaianews

NASA: prossima la missione sull’asteroide Bennu

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 09.08.2013

E’ ormai noto che la NASA punta alle missione umane su Marte e sugli asteroidi. Soprattutto questi ultimi possono essere fonte di minerali e energia  per il pianeta Terra, che con l’aumento della popolazione si trova con un sempre più pressante problema di esaurimento delle risorse, e di acqua per le missioni umane nel nostro sistema solare.
La NASA progetta già alcune missioni che ci porteranno, secondo gli esperti, a raggiungere gli obiettivi.

Secondo la NASA, dunque, la nuova frontiera per l’approvvigionamento di risorse ed energia sono gli asteroidi, anche se sono ancora molti gli ostacoli da superare in termini tecnologici e finanziari.

M_Id_386614_Nasa_asteroid_mission

Gli asteroidi si sono formati 4,5 miliardi di anni fa, durante la formazione del sistema solare. Sono centinaia di migliaia e di dimensioni diverse. La NASA li ha classificati in tre tipi, secondo la loro composizione.

Un tipo è ricco di acqua. Questi, anche se non fondamentali per la Terra oggi, saranno invece importanti quando ci saranno missioni umani nel sistema solare.

“L’acqua è un elemento di supporto fondamentale perchè una civiltà viaggi nello spazio, e ci vuole molta energia per lanciarla nello spazio”, ha spiegato Dante Lauretta della University of Arizona, Tucson, ricercatore principale della missione sugli asteroidi OSIRIS-Rex della NASA . Avendola già a disposizione nello spazio, ha spiegato il ricercatore, si ridurrebbero i costi di missione e, scindendola in idrogeno e ossigeno si avrebbero dei potenziali depositi di carburante. Inoltre questi asteroidi, chiamati di “tipo C”, hanno materiale organico, con il quale si potrebbe coltivare del cibo, ha spiegato Lauretta.  

Gli asteroidi di tipo S, invece contengono ferro, nichel e cobalto.

“Tuttavia, ci sono anche una discreta quantità di elementi che sono economicamente preziosi come oro, platino e rodio”, ha detto Lauretta. “Un piccolo, asteroide di 10 metri di tipo S contiene circa 650.000 kg di metallo, e  circa50 kg  di metalli rari come il platino e l’oro”, ha detto Lauretta.

Poi ci sono asteroidi di classe M, più rari, che hanno 10 volte il contenuto di questi metalli. 

Lauretta spiega che  ad oggi le difficoltà fondamentali per la realizzazione di queste missioni sono due: la prima è che i costi sono eccessivi e quindi sono necessari utleriori avanzamenti nella tecnologia. La seconda è che non siamo ancora abbastanza precisi nel mappare e analizzare le risorse degli asteroidi, ed è questo l’obiettivo della missione OSIRIS-Rex (Origins, Spectral Interpretation, Resource Identification, Security e regolite Explorer).

Il veicolo spaziale,  che sarà lanciato nel settembre 2016, raggiungerà l’asteoride Bennu nell’ ottobre 2018 e lo studierà prima di ritornare con un campione di materiale dalla sua superficie. Il suo scopo primario è quello scientifico – in quanto gli asteroidi sono reperti della formazione del nostro sistema solare e quindi l’analisi del campione darà indizi su come i pianeti si formano e sull’origine della vita.  In più i dati su Bennu ci aiuterannno  a prevedere eventuali impatti di altri asteroidi sul nostro pianeta.

Ma naturalmente l’aspetto delle estrazioni minerarie sarà importante sia per i governi che per le società private. 

Gli strumenti della missione, lo spettrometro Visible and Infrared OSIRIS-Rex (OVIRS)  e  l’OSIRIS-Rex Thermal Emission Spectrometer (OTE), saranno in grado di rilevare i composti organici in aggiunta ad una varietà di minerali e altre sostanze chimiche e misureranno la temperatura dell’asteroide. 

Attraverso una mappatura estremamente precisa della composizione e della quantità di elementi presenti su un asteroide questa si presenta come un esempio di missione per l’estrazione di minerali. In un futuro non troppo prossimo, attraverso la mappatura e magari l’analisi a bordo della qualità dei metalli si potrà decidere se iniziare l’estrazione oppure no.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA